Reggia di Caserta, apre il «Giardino della Camelia»: lavoro e autonomia per 10 donne vittime di violenza

Un luogo simbolo della bellezza diventa anche uno spazio di riscatto e autonomia. Alla Reggia di Caserta è stato inaugurato il «Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab», un nuovo progetto nel Parco Reale che offrirà un’opportunità di lavoro stabile a dieci donne vittime di violenza.

La struttura si trova nell’ex Casa di Guardia, lungo la via d’acqua, ed è il risultato della collaborazione tra il Museo Vanvitelliano, in rappresentanza del ministero della Cultura, e tre realtà del terzo settore: le cooperative sociali Eva, Terra Felix e Carla, acronimo di Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia.

A differenza delle tradizionali concessioni a operatori privati, il progetto nasce da un partenariato che unisce valorizzazione del patrimonio storico, inclusione sociale e promozione delle eccellenze del territorio. Il bistrot sarà un punto di ristoro per i visitatori, ma anche uno spazio dedicato a laboratori ed esperienze culturali rivolte ad adulti e bambini.

La formazione delle dieci lavoratrici è stata affidata alla chef casertana Rosanna Marziale. Un percorso pensato per accompagnarle verso l’autonomia economica e professionale, offrendo nuove prospettive a donne che hanno affrontato esperienze di violenza.

«La mission primaria del bistrot è quella di dare un’opportunità unica di lavoro a donne che hanno sofferto tanto, ma hanno trovato il coraggio di rifarsi una vita», ha spiegato Lella Palladino, fondatrice e anima della cooperativa Eva, da anni impegnata nel contrasto alla violenza di genere.

All’inaugurazione hanno partecipato anche la cantante Paola Turci e il rapper napoletano Lucariello, testimonial dell’iniziativa. Prima di esibirsi con la chitarra sulle note del brano «Bambini», accompagnata da Lucariello, Turci ha sottolineato il valore del progetto e la forza delle parole che lo animano.

«Parliamo di cose che nascono», ha detto l’artista, richiamando poi «l’importanza di parole come collettività e comunità, rese concrete con questo progetto; parole fondamentali per sconfiggere la violenza contro le donne». Alla cerimonia erano presenti anche la prefetta Lucia Volpe e rappresentanti delle forze dell’ordine.

Il nuovo bistrot si inserisce inoltre in una prospettiva più ampia di valorizzazione della Reggia e dei suoi spazi. Il direttore ad interim Antonio Tarasco ha illustrato alcune ipotesi per ampliare l’offerta destinata ai visitatori e rendere ancora più attrattivo il complesso monumentale.

«A Versailles c’è un ristorante stellato, perché non possiamo pensare di farlo anche qui?», ha osservato Tarasco, evocando anche la possibilità di rendere navigabile lo specchio d’acqua della Peschiera Grande, realizzare un chiosco e far rivivere la Castelluccia.

Il direttore ha inoltre richiamato la necessità di una strategia condivisa per valorizzare il Belvedere di San Leucio, l’Acquedotto Carolino e la Reggia, beni riconosciuti dall’Unesco.

Il «Giardino della Camelia», chiamato così in omaggio al fiore simbolo del complesso vanvitelliano, punta dunque a coniugare accoglienza turistica e inclusione. Un progetto in cui il patrimonio culturale diventa anche occasione concreta per costruire indipendenza, competenze e nuove possibilità di vita.

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Vincenzo Scarpa

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