Emergenza carburanti a Napoli, il Prefetto: ‘Fase critica superata, si torna alla normalità’

Napoli – La grande crisi dei rifornimenti a Napoli e provincia volge al termine. A confermarlo è il Prefetto Michele Di Bari che, facendo il punto con la stampa al termine dei giorni più caldi della protesta degli autotrasportatori, annuncia il progressivo ritorno alla normalità.

La svolta è arrivata nella notte con la rimozione dei blocchi principali: al momento restano circa 150 tir in coda per il carico di idrocarburi destinati a rifornire la rete distributiva locale e le stazioni di servizio.

Le leve del sblocco: decreto e precettazione

A sbloccare una situazione che rischiava di paralizzare l’intero territorio sono stati due fattori chiave: il decreto legge firmato dal Governo e la linea dura adottata sul campo. «Ero pronto a far scattare la precettazione degli autisti a partire dall’alba: le carte erano già firmate», ha rivelato Di Bari, evidenziando come l’intesa raggiunta durante le trattative notturne con le società di trasporto abbia evitato il provvedimento estremo.

Rimane attivo soltanto un presidio di testimonianza all’interno del porto di Napoli, che tuttavia non sta creando disagi alla circolazione.

I numeri dell’emergenza e la filiera protetta

Nonostante i timori dei cittadini, la filiera dei beni di prima necessità ha tenuto. Il bilancio operativo delle forze dell’ordine parla di 1.050 tir scortati tra capoluogo e provincia per assicurare le consegne di medicinali e generi alimentari. Massiccio anche il contrasto alle illegalità: 500 persone identificate e denunciate, 450 le sanzioni comminate (in gran parte per violazioni del Codice della Strada).

Controlli a tappeto sono stati effettuati anche dalla Guardia di Finanza presso i distributori di carburante per evitare speculazioni.

I piani di riserva e l’ombra di possibili infiltrazioni

L’attenzione resta alta anche per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e i collegamenti con le isole fischer, per le quali era già stato preallertato un piano straordinario che coinvolgeva la raffineria di Taranto e il Ministero della Difesa.

Restano infine gli interrogativi sulle motivazioni profonde della serrata. Sulla possibilità che vi siano state infiltrazioni criminali dietro i blocchi, il Prefetto ha preferito affidarsi al lavoro degli inquirenti, lasciando però aperto più di un dubbio: «Rimetto il verdetto alle indagini dell’autorità giudiziaria, ma è evidente che quando un autista rifiuta di scendere in strada, sotto sotto qualcosa c’è».

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Pubblicato da
Gustavo Gentile

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