Il tema della partita politico- parlamentare passa, per Clemente Mastella, attraverso una questione di equilibrio che rischia di essere sacrificato sull’altare di una presunta compattezza di gioco. Il sindaco di Benevento mette in guardia sul fatto che l’accordo tra Pd, M5s e Avs, ventilato negli ultimi giorni, potrebbe allontanare ulteriormente la rappresentanza delle forze centriste e aprire la strada a una configurazione politica senza una voce moderata.
Secondo Mastella, nell’”incontro di ieri” tra le tre forze sarebbe emersa una dinamica in cui circolano più leader di quanto rappresentino le realtà politiche presenti, e soprattutto nessuna delle forze coinvolte appare in grado di rappresentare l’area moderata. L’esito, afferma, rischia di essere deciso da quattro leader invece che da tre forze politiche, con la conseguenza di presentare agli altri una “scatola chiusa” di decisioni già prese, senza una reale dialettica con chi rappresenta l’area centriste.
La critica non è solo di metodo. Mastella vede un evidente spostamento a sinistra del baricentro politico e uno svilimento delle forze moderate, al punto che la componente maggiormente vicina tra le istanze centriste appare oggi essere un timido tandem piuttosto che una presenza strutturale. Secondo l’ex fondatore di diverse liste centristi, questa tattica rischia di trasformare una vittoria potenziale in una sconfitta annunciata, allontanando la possibilità di una sintesi che tenga insieme centro e progresso.
Nel confronto con la leadership di Giorgia Meloni, Mastella osserva che la premier “agisce con intelligenza”: cercando di ancorarsi al centro e di marginalizzare le posizioni estremiste che possono impensierire un elettorato moderato e la maggioranza silenziosa. Al contrario, aggiunge, la piega a sinistra del campo largo rischia di irrigidire gli equilibri e di creare un vuoto di rappresentanza.
La proposta del sindaco di Benevento è chiara: i centristi non devono perdere tempo in conflitti interni né colpevolizzarsi a favore di una tattica che esclude gli interlocutori moderati. Mastella invita le sigle centriste a superare “Orazi contro Curazi” e a mettersi in campo con una funzione di mediazione, promuovendo un lavoro unitario che non lasci spazio a egoismi e personalismi.









