Caseificio Ponticorvo, il TAR blocca la chiusura decisa da Provincia e Comune

Il presidente della Quinta Sezione, Gabriele Nunziata, accoglie l’istanza cautelare della società dopo la sospensione dell’Autorizzazione Unica Ambientale disposta dalla Provincia di Caserta e lo stop alle attività ordinato dal Comune.
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Alvignano –  Il Tribunale amministrativo regionale della Campania, Quinta Sezione, ha accolto il ricorso cautelare urgente del Caseificio Ponticorvo S.r.l. contro i provvedimenti con cui la Provincia di Caserta e il Comune di Alvignano avevano sospeso l’Autorizzazione Unica Ambientale e ordinato l’interruzione dell’attività produttiva.

Con il decreto presidenziale n. 3053/2026, pubblicato il 31 ottobre 2026, il presidente Gabriele Nunziata ha riconosciuto i presupposti di estrema gravità e urgenza e ha accordato la tutela richiesta. La società è assistita dagli avvocati Andrea Orefice e Gaetano Crisileo.

La misura impedisce che la sospensione amministrativa produca, in questa fase, gli effetti di chiusura contestati dall’impresa. Si tratta di una decisione cautelare: non entra nel merito della legittimità degli atti e non chiude il giudizio.

I controlli di luglio

La vicenda nasce dai controlli effettuati nel luglio scorso dai Carabinieri forestali e dall’Arpac. In quella sede erano emerse criticità sull’impianto di depurazione delle acque reflue e sulle emissioni in atmosfera.
Sulla base di quelle risultanze, la Provincia di Caserta, con determinazione del 29 ottobre, ha sospeso l’efficacia dell’autorizzazione ambientale. Il giorno successivo il Comune di Alvignano ha ordinato l’immediata cessazione delle attività produttive interessate dal provvedimento.

Il ricorso e le scorte

Il caseificio ha impugnato subito gli atti. I difensori hanno sottolineato le conseguenze economiche di una chiusura improvvisa, in particolare la necessità di lavorare tempestivamente il latte fresco e il rischio di perdere le scorte.

A sostegno del ricorso è stata depositata una consulenza tecnica asseverata del professor ingegner Ferdinando Luminoso. Dalle analisi sui reflui aziendali nel periodo giugno-ottobre 2026, secondo il consulente, i parametri esaminati risultavano nei limiti di legge. La stessa relazione indica inoltre la possibilità di sanare le carenze documentali e autorizzative contestate.

Le ragioni del TAR

Il presidente ha dato peso al rischio di perdita del latte fresco, al danno economico e agli elementi tecnici prodotti dalla società. Nel decreto ha richiamato l’assenza, allo stato degli atti, di un pericolo attuale per la salute pubblica e per l’ambiente. Ha valorizzato anche i pareri favorevoli che gli organi competenti avrebbero rilasciato nel maggio 2026 e la regolarità delle analisi recenti sui reflui.

Per il Caseificio Ponticorvo la decisione tutela, in via provvisoria, la continuità produttiva dello stabilimento. Provincia e Comune potranno far valere le proprie ragioni nel prosieguo del giudizio.

Cosa sapere

Ponticorvo: cosa cambia ora che il TAR ha sospeso temporaneamente la chiusura

Il TAR della Campania ha accolto il ricorso cautelare del Caseificio Ponticorvo, impedendo in questa fase la chiusura prevista dai provvedimenti di Provincia e Comune. Ecco i principali elementi da avere chiari.

  • Cosa è stato deciso: È stata concessa una misura cautelare urgente che sospende gli effetti della sospensione dell’Autorizzazione Unica Ambientale e dell’ordine di cessazione delle attività, limitando la chiusura al momento.
  • Tipo di decisione: Si tratta di una pronuncia provvisoria: non valuta nel merito la legittimità degli atti né chiude la questione giudiziaria definitiva.
  • Motivazioni principali: La decisione richiama il rischio di perdita di latte fresco e il potenziale danno economico, insieme agli elementi tecnici forniti dall’azienda, ma evidenzia l’assenza di un pericolo attuale per salute pubblica o ambiente.
  • Aspetti tecnici e controlli: I controlli di luglio da Carabinieri forestali e Arpac avevano evidenziato criticità sull’impianto di depurazione e sulle emissioni; però l’analisi dei reflui giugno-ottobre 2026 risulta nei limiti di legge, con indicazioni su possibili correttivi.
  • Prossimi passi: Il procedimento proseguirà in tribunale: Provincia e Comune potranno far valere le proprie ragioni nel merito, prima della decisione definitiva.
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