

I banditi in azione
Napoli – Colpire la cura dove è più fragile, sottraendo la speranza ai pazienti oncologici. È l’inquietante scenario che emerge dall’inchiesta condotta dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Vomero, culminata questa mattina in un’ordinanza di custodia cautelare — una in carcere e una ai domiciliari — emessa dal G.I.P. del Tribunale partenopeo.
Al centro delle indagini, un furto choc messo a segno lo scorso autunno all’interno dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione G. Pascale”, un colpo da oltre 822 mila euro che ha privato la struttura pubblica di farmaci salvavita e persino di molecole sperimentali non ancora immesse sul mercato.
Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo del Vomero tra il settembre e l’ottobre del 2025, hanno permesso di ricostruire metro per metro la notte del raid, avvenuto il 17 settembre dello stesso anno. Un’operazione chirurgica, resa possibile da una falla interna.
Tra i due indagati figura infatti una guardia giurata in servizio per una delle società appaltate per la sicurezza dell’istituto: secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio il vigilante ad agevolare il piano criminale, disattivando artatamente i sistemi d’allarme per consentire ai complici di agire indisturbati.
Un’indagine complessa, fatta di riscontri tecnici e certosini. Gli investigatori sono partiti dall’analisi dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza, tasselli fondamentali poi incrociati con intercettazioni ambientali, perquisizioni e sequestri mirati.
Un lavoro d’ombra che ha permesso di stringere il cerchio attorno ai presunti autori, quantificando il danno economico per il Servizio Sanitario Nazionale in esattamente 822.236,85 euro, una cifra spaventosa se rapportata al valore inestimabile che quei medicinali rivestono per la vita dei malati di cancro.
Il profilo del secondo indagato apre squarci inquietanti sulla professionalità criminale della coppia. L’uomo, infatti, avrebbe militato in passato all’interno di un gruppo specializzato in raid sistematici ai danni delle farmacie ospedaliere di tutta Italia.
Un modus operandi che richiama alla memoria le precedenti operazioni e i sequestri record di farmaci oncologici che già in passato avevano scosso la sanità campana e nazionale. Tra tutti, spicca per analogia il clamoroso blitz legato ai furti commessi nel 2024 presso il Policlinico Universitario “Federico II” di Napoli, a conferma dell’esistenza di una vera e propria filiera criminale dedita al lucroso e spietato mercato nero dei farmaci antitumorali.
La scoperta di questa rete criminale restituisce la misura di un fenomeno di allarme sociale intollerabile: la mercificazione della vita dei pazienti oncologici. Tuttavia, come sottolineato in sede giudiziaria, il provvedimento eseguito stamane si muove nell’ambito delle indagini preliminari; i soggetti coinvolti sono dunque da considerarsi persone sottoposte a indagine e presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e irrevocabile.
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