Una petizione su Change.org supera le 500 firme per chiedere un’indagine ufficiale sul rogo nell’area industriale di Airola e il riconoscimento del Sannio e della Valle Caudina come zone a rischio.


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A pochi giorni dall’incendio che ha devastato l’area industriale Pip di Airola, cresce la mobilitazione per ottenere un chiarimento ufficiale sulle cause e le conseguenze del rogo.
Il 31 agosto un incendio è divampato nei capannoni di un’azienda locale impegnata nello stoccaggio e smaltimento dei rifiuti, alimentandosi per quasi 100 ore grazie a un milione di metri cubi di materiale infiammabile. Il fumo denso ha interessato non solo la zona di Montesarchio-Benevento, ma anche quella casertana, suscitando preoccupazioni ambientali e sanitarie.
In risposta, è stata avviata su Change.org una petizione dal titolo “Caso Airola: siamo tutti al rogo!”, promossa da Teresa Meccariello, avvocata del foro di Benevento.
La richiesta è rivolta alle presidenze di Camera e Senato, alla commissione parlamentare Ecomafie e alla Regione Campania, per aprire un’inchiesta parlamentare e dichiarare il Sannio e la Valle Caudina aree ad alto rischio ambientale. In meno di due giorni, la petizione ha raccolto oltre 500 firme.
Il testo della petizione evidenzia come questo incendio rappresenti il terzo episodio grave in 19 anni nella stessa area, dopo quelli del 2007 e del 2021, un dato che secondo gli estensori segnala un fallimento delle politiche regionali e del modello di gestione ambientale adottato. La mobilitazione intende superare i semplici annunci ufficiali, chiedendo interventi concreti e duraturi per tutelare il territorio e la salute dei cittadini.
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