

La polizia durante i controlli
La vicenda del parcheggio abusivo in località Pignatella, a Sorrento, è giunta al punto di svolta. A seguito dei riflettori accesi la scorsa settimana dalla denuncia e dall’ispezione sul campo del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli — che aveva documentato la presenza di un’attività di autorimessa a pagamento del tutto priva di autorizzazioni su un’area vincolata — la macchina amministrativa comunale si è attivata in maniera decisiva.
La pressione mediatica e istituzionale scaturita dal sopralluogo ha portato alla luce un gestito traffico di veicoli in un’area agricola ad alto valore paesaggistico, frequentata quotidianamente da centinaia di bagnanti diretti verso la baia di Marina di Puolo. Uno dei titolari del parcheggio è stato anche denunciato a piede libero per un tentativo di corruzione.
La risposta formale dell’amministrazione è contenuta nell’Ordinanza Dirigenziale n. 177 dell’11 agosto 2026, emanata dal IV Dipartimento del Comune di Sorrento ai sensi del D.Lgs. 267/2000. Il provvedimento stabilisce l’inibizione ad horas dell’attività abusiva di parcheggio e autorimessa a pagamento operata sul fondo agricolo ubicato in via Marina di Puolo (identificato al Catasto Terreni al Foglio 1, particelle 339, 818 e 820).
L’atto non si limita al semplice divieto d’esercizio, ma dispone misure coercitive concrete:
Sgombero coattivo dell’area: immediata liberazione del fondo da qualsiasi veicolo presente.
Sbarramento fisico degli accessi: chiusura dei varchi per impedire il prosieguo della sosta illegale.
Contestazione formale: l’ordinanza individua le responsabilità a carico dei proprietari dell’immobile (i sig.ri P.F. e G.M.S.) e dei soggetti che esercitavano la gestione commerciale non autorizzata (i sig.ri P.M. e P.M.).
Tutti gli atti originali restano depositati presso l’Ufficio Antiabusivismo del Comune di Sorrento, visionabili dai soggetti aventi diritto.
L’intervento alla Pignatella rappresenta un segnale chiaro nel contrasto al fenomeno dei parcheggi selvaggi che affligge la Penisola Sorrentina durante la stagione estiva. La trasformazione impropria di fondi agricoli e aree naturali in aree di sosta a pagamento senza titoli edilizi né commerciali non solo costituisce una violazione delle norme ambientali e urbanistiche, ma genera un profitto illecito a discapito della sicurezza pubblica e del patrimonio paesaggistico. L’esecuzione dell’ordinanza ripristina la destinazione d’uso originaria del terreno e ribadisce l’importanza dei controlli sul litorale.
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