

nella foto il sindaco manfredi
Napoli – Si è tenuto questa mattina, 4 agosto 2026, un breve ma significativo incontro tra l’Amministrazione comunale di Napoli e le organizzazioni sindacali. Al centro del tavolo, le difficoltà riscontrate nel portare a termine il progetto di costituzione della società Napoli Patrimonio S.p.A., dopo la “parziale” bocciatura da parte della Corte dei conti.
A illustrare la situazione è stato l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, che ha evidenziato come i magistrati contabili abbiano sollevato diverse perplessità sul disegno originario della nuova società partecipata.
Tra le principali criticità evidenziate dalla Corte dei conti spicca il sistema di controllo della nuova società, affidato alla capogruppo Napoli Holding. Secondo i magistrati, questo assetto non sarebbe pienamente adeguato a garantire un controllo effettivo e conforme ai principi di buona amministrazione.
Ulteriori contestazioni riguardano l’eccessiva estensione dell’oggetto sociale. In particolare, le competenze attribuite alla società includono, ai sensi dell’art. 4, comma 4.2, lett. g), anche la «predisposizione di studi e progetti urbanistici e di pianificazione urbana e territoriale», una delega ritenuta troppo ampia per una società di gestione patrimoniale.
Sul fronte del personale, la Corte dei conti conferma le forti perplessità già espresse dal sindacato SGB e dalle altre realtà che sostengono il Comitato «Napoli non si vende». Nella delibera si legge: «Da un lato, si individuano le inefficienze della gestione attuale anche nell’assenza, all’interno del personale di Napoli Servizi, di profili professionali idonei a gestire un portafoglio immobiliare complesso come quello del Comune di Napoli; dall’altro lato, si ipotizza di assorbire parte di questo personale nella costituenda Società».
Di fronte a questo scenario, SGB rinnova l’appello a tutte le organizzazioni sindacali affinché non sostengano la scelta dell’Amministrazione comunale di costituire una nuova società, ma chiedano invece il rafforzamento di Napoli Servizi, valorizzandone competenze, organico e funzioni.
Il sindacato chiede inoltre di chiudere definitivamente il capitolo del lavoro in somministrazione. «Le modalità e i criteri con cui sono stati effettuati gli inserimenti devono essere resi pubblici e pienamente trasparenti», si legge nella nota.
La richiesta è chiara: il Comune di Napoli deve bandire entro la fine del 2026 un concorso pubblico per procedere ad assunzioni dirette, superando definitivamente il ricorso al lavoro in appalto ed in somministrazione.
«Fino a quando continueranno a essere impiegati lavoratori interinali, SGB chiede l’immediata trasformazione di tutti i contratti part-time in contratti a tempo pieno, garantendo condizioni di lavoro dignitose e un servizio pubblico più efficiente».
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