

I danni nella concessionaria
Mentre le famiglie evacuate a Pisciarelli rientrano nelle loro case dopo una notte di terrore e fiamme, la concessionaria Autouno – devastata dal rogo della Solfatara – risponde al disastro ambientale con una promessa di rinascita e nuovi investimenti.
Una notte di fuoco e paura ha tenuto con il fiato sospeso l’area flegrea, segnando profondamente il confine tra Napoli e Pozzuoli. Le fiamme, divampate ieri sul versante della Solfatara tra via San Gennaro Agnano e via Antiniana, hanno minacciato da vicino i centri abitati, costringendo all’evacuazione cautelativa 22 persone residenti in via V traversa Pisciarelli. Solo all’alba, dopo ore di incessante lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, l’emergenza è rientrata e le famiglie hanno potuto far ritorno nelle proprie abitazioni, lasciandosi alle spalle l’incubo.
Il bilancio ambientale è drammatico. Il rogo ha ferito un’area boschiva dal valore inestimabile, lambendo la caldera della Solfatara. Parallelamente, a Ponticelli – nella zona orientale di Napoli – un altro incendio di sterpaglie ha richiesto l’intervento tempestivo dei soccorritori per mettere in sicurezza il territorio.
Ma è sul fronte occidentale che si registra il colpo più duro al tessuto produttivo locale: la storica sede della concessionaria Autouno in via Antiniana è stata pesantemente coinvolta dalle fiamme. Moltissime vetture sono andate completamente distrutte, e la struttura ha riportato danni ingenti.
Nel cuore di questo disastro, tuttavia, non è la rassegnazione a prendere il sopravvento, bensì un profondo senso di appartenenza. Attraverso una lettera aperta carica di dignità e visione prospettica, la dirigenza di Autouno ha voluto ribadire il legame indissolubile con una terra complessa e meravigliosa.
«Fare impresa significa credere in un progetto, affidarsi a delle persone e scegliere un territorio. Significa investire con lo sguardo rivolto al futuro», si legge nel documento, che descrive l’evento non solo come una durissima prova economica, ma come un autentico «disastro ambientale e una ferita profonda per l’azienda».
La lettera della concessionaria si trasforma in una dichiarazione d’amore per i Campi Flegrei, definiti come «una terra straordinaria che, prima di tutto, insegna il valore della resilienza. Chi sceglie di fare impresa qui sa di stringere un patto con la comunità, con la sua storia e con il suo futuro». Un patto che la proprietà rifiuta categoricamente di infrangere davanti alla devastazione della cenere. L’azienda è infatti già al lavoro per ripristinare la piena operatività e garantire ai clienti la continuità dei servizi.
“Continueremo a investire in questa terra con la stessa convinzione che ci ha guidati fin dall’inizio, perché crediamo che il valore di un’impresa si misuri anche nella determinazione con cui affronta gli imprevisti, ricostruisce e riparte.”
Le parole del CEO Ciro Veneruso risuonano come un manifesto di etica imprenditoriale. Ringraziando la comunità per le innumerevoli manifestazioni di affetto e solidarietà ricevute nelle ultime ore, Veneruso ha ribadito che la forza per ripartire risiede proprio nelle relazioni umane consolidate sul territorio. Le fiamme hanno aggredito le lamiere e la struttura fisica dello showroom, ma non hanno scalfito il pilastro fondamentale della loro presenza nell’area flegrea: la fiducia incrollabile nel futuro e la volontà di continuare a creare valore laddove, oltre dieci anni fa, si è scelto di piantare le proprie radici.
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