

L'uomo nero in azione
Napoli – Non era il gesto isolato di un folle. Dietro l’uomo nero armato di un fucile d’assalto Ak-47, che nel tardo pomeriggio di ieri ha seminato il panico nella zona della stazione della Cumana di Montesanto, si muoveva una vera e propria squadra.
A rivelarlo sono le immagini choc rimbalzate nelle ultime ore su TikTok: un filmato ravvicinato che trasforma l’episodio in un inquietante rebus investigativo. Nel video si vede chiaramente un ragazzo di circa 25 anni che fa il suo ingresso in piazza con il mitra in pugno, indossando pantaloncini corti, scarpe da ginnastica e una felpa nera con il cappuccio calato sulla testa. Ma non è solo.
I fotogrammi immortalano una sequenza che appare tutt’altro che casuale. Subito dopo l’arrivo del 25enne, un primo uomo – anch’egli vestito di nero, con barba, cappellino in testa e una sciarpetta bianca al collo – si avvicina al giovane. Prima lo segue con lo sguardo, poi lo affianca e gli sussurra qualcosa, come a volerlo scortare.
Pochi secondi dopo, entra in scena un terzo soggetto: un giovane con pantaloncini di jeans, camicia, occhiali da sole e uno zaino in spalla. I due parlano brevemente, muovendosi a stretto contatto con l’uomo armato. Poi quest’ultimo si stacca dal gruppo, inizia a girare attorno alla piazza e indica chiaramente qualcosa, o qualcuno, con la mano.
È a questo punto della clip che fa la sua comparsa quello che gli inquirenti considerano l’uomo chiave dell’intera inchiesta, la figura che potrebbe dare una svolta decisiva alle indagini per l’identificazione dell’uomo nero. Si tratta di un uomo sulla quarantina, di corporatura robusta, che indossa bermuda di jeans, maglietta e scarpe da ginnastica bianche.
L’uomo affronta il ragazzo con il mitra: tra i due nasce un’animata discussione. Il quarantenne lo spinge con decisione, quasi a voler dettare i tempi dell’azione, e lo accompagna fuori dal perimetro della piazza. Mentre il giovane armato gesticola verso qualcuno alla sua destra e si allontana, il misterioso mediatore in maglietta bianca si gira e fa un cenno d’intesa verso le proprie spalle. Subito dopo, l’obiettivo stringe sullo sfondo: riappare il primo uomo con il berretto nero e la sciarpa bianca, stavolta affiancato da altre due persone, tutte rigorosamente vestite di nero.
La dinamica emersa dai video lascia poco spazio ai dubbi: si è trattato di un’azione pianificata nei minimi dettagli, che ha visto il coinvolgimento attivo di almeno quattro persone con ruoli ben definiti tra scorta, vedette e coordinamento.
Nel frattempo, le indagini sul campo hanno registrato un primo importante successo. Il mitra Ak-47 imbracciato dal venticinquenne, abbandonato durante la fuga, è stato individuato e recuperato dagli agenti di Polizia: era stato occultato sotto un’auto in sosta poco distante dal luogo del fatto. L’arma è ora al vaglio della Scientifica per i rilievi dattiloscopici, mentre continua la caccia all’uomo per dare un nome ai componenti del commando.