

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Oltre quarant’anni di carriera vissuti sul filo del rasoio, tra le pagine dei libri e le assi del palcoscenico, confluiscono domani sera in un unico, potente affresco metropolitano. Peppe Lanzetta approda al Teatro Trianon Viviani con «Figli di un Bronx minore», uno spettacolo che promette di essere tanto poetico quanto spietato. L’appuntamento, fissato per venerdì 15 maggio alle ore 21:00, segna il ritorno dell’artista napoletano a una narrazione che fonde musica, teatro e denuncia sociale, scavando nelle viscere di una Napoli troppo spesso raccontata per luoghi comuni.
Il progetto trae linfa vitale dall’ultima fatica letteraria di Lanzetta, «Venticinquepezzi poco facili», portando in scena una carrellata di storie che spaziano dalla questione giovanile alla piaga della droga, passando per le cronache di camorra e malavita che segnano la quotidianità delle periferie. Tuttavia, la cifra stilistica dell’autore non si limita alla tragedia: lo spettacolo esplora una Napoli «drammaticamente comica», capace di ridere dei propri paradossi anche quando il contesto si fa più cupo e oppressivo.
Sul palco del teatro di Forcella, Lanzetta non sarà solo. Ad arricchire la performance con sonorità rock e ritmiche incalzanti ci saranno Jennà Romano alle chitarre e Michele Del Prete alla batteria. Insieme, il trio costruirà un’atmosfera carica di tensione emotiva, trasformando la parola recitata in un canto di persecuzione e di speranza. Per Lanzetta, «Figli di un Bronx minore» rappresenta la sintesi di un percorso artistico dedicato a dare voce a chi non l’ha, confermandosi come uno degli interpreti più autentici e graffianti della cultura partenopea contemporanea.