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Napoli, al MANN riapre la sezione Numismatica: in mostra 6mila monete e i gioielli d’oro dopo cinquant’anni

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Vincenzo Scarpa
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Un vero e proprio “museo nel museo” sta per restituire le sue meraviglie al mondo. Il prossimo 25 maggio, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) riaprirà ufficialmente al pubblico la sua prestigiosa sezione Numismatica. Forte di oltre 6mila pezzi tra monete, medaglie, coni e punzoni, il nuovo percorso espositivo si propone come un affascinante viaggio diacronico nell’evoluzione dell’economia e dei sistemi monetari, dall’antichità greca e romana fino alle collezioni rinascimentali e all’età moderna, affrontando temi sorprendentemente attuali come l’inflazione e gli interessi sui prestiti.

La riapertura, resa possibile da un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura (Pon Cultura e Sviluppo integrato da fondi ordinari), porta con sé una novità attesa da mezzo secolo: l’esposizione di 130 gioielli in oro, gemme e metalli preziosi di epoca greca, etrusca, romana e tardo-antica, rimasti custoditi nei depositi per cinquant’anni. Di eccezionale valore scientifico e artistico sono anche i rarissimi tessuti aurei emersi dagli scavi dell’area vesuviana sepolta dall’eruzione del 79 d.C., che ritornano visibili dopo un minuzioso e complesso restauro effettuato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, capace di rivelare trame finissime che intrecciano fili d’oro e seta selvatica.

“Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta, ma un viaggio sorprendente nel tempo e nello spazio”, ha commentato con orgoglio il direttore generale del MANN, Francesco Sirano, ricordando come l’intero Medagliere del museo vanti circa 160mila esemplari complessivi. La sezione, curata da Renata Cantilena e Floriana Miele con la collaborazione di Lucia Amalia Scatozza per i gioielli, si presenterà completamente rinnovata nell’illuminazione e nei sistemi di sicurezza. Tra le chicche inedite spiccano un prezioso ripostiglio di monete ritrovato nella Caupona di Salvius a Pompei e l’iscrizione funeraria di un nummularius, l’antico cambiavalute romano, pronte a incantare i visitatori italiani e internazionali.

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Vincenzo Scarpa

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