La cultura come radice: alla Casina Vanvitelliana va in scena «I servi del re»

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Bacoli sceglie di guardare avanti e di investire sulla cultura come motore di coesione e partecipazione. Dopo l’esclusione dalla shortlist per il titolo di Capitale italiana della Cultura, la città non si chiude ma apre le sue porte a un nuovo percorso condiviso: un appuntamento gratuito che diventa il primo tassello di un progetto culturale permanente rivolto ai cittadini e ai visitatori.

Sabato 9 maggio alle ore 18.30, alla Casina Vanvitelliana, prende il via questo cammino con il reading teatrale “I servi del re”, frutto della collaborazione tra il Comune di Bacoli e l’associazione Nuovo Teatro Sanità.

Il testo è scritto da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco e Antonio Mormone, che saranno anche in scena come interpreti. La direzione artistica è affidata a Mario Gelardi, l’organizzazione a Chiara Pastore e Roberta De Pasquale, l’ufficio stampa a Milena Cozzolino.

Nella cornice suggestiva della Casina Vanvitelliana, immersa tra le acque del lago e un’architettura di grande pregio, lo spettacolo porta alla luce le storie spesso trascurate dalla narrazione ufficiale. Il focus non è sui sovrani o sui fasti della corte borbonica, ma sulle persone comuni che hanno abitato e animato questi luoghi: servitori, pescatori, cacciatori, manovali, cuoche e custodi. Figure umili, spettatori privilegiati di una bellezza straordinaria, che con il loro lavoro hanno contribuito in modo decisivo al valore del sito.

«Queste drammaturgie originali, scritte appositamente per questa occasione, nascono da un’azione simbolica e identitaria che il Nuovo Teatro Sanità ha voluto condividere profondamente con il Comune di Bacoli», spiega il regista e direttore artistico Mario Gelardi. «Dalle profondità del lago emergono voci dimenticate, mentre le pareti della Casina restituiscono presenza a chi è stato a lungo sullo sfondo.

L’evento si integra con la struttura, che smette di essere semplice scenografia per farsi testimone viva. In questo dialogo, le voci degli ultimi diventano narrazione collettiva, memoria condivisa, gesto poetico e civile. È un progetto che vuole promuovere una cultura ampia e inclusiva, capace di valorizzare i luoghi attraverso il racconto delle storie sommerse. Ogni grande bellezza, prima di essere celebrata, va ascoltata anche nel suo lato più fragile e vero».
L’ingresso è gratuito, esclusivamente su prenotazione al numero 339 666 6426.

A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino