Garlasco, Sempio per la prima volta davanti ai pm: non parlerà

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Pavia – Andrea Sempio per la prima volta davanti ai pm: arriva in procura ma ha già annunciato che si avvarrà della facoltà di non rispondere.

Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è arrivato in auto a Pavia, atteso da giornalisti e fotografi davanti alla Procura è entrato in Tribunale con l’auto. I suoi legali, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno fatto sapere già ieri, 5 maggio, che il 38enne si avvarrà della facoltà di non rispondere in attesa della chiusura dell’inchiesta, attesa a breve.

La richiesta della consulenza personologica

La scelta è dettata dal fatto che le indagini, si legge in una nota mandata dagli avvocati, “non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”. Taccia e Cataliotti hanno anche fatto sapere di avere conferito a uno psicoterapeuta una consulenza personologica su Sempio ritenuta indispensabile prima di sottoporsi all’interrogatorio, con lo scopo “redigere una consulenza personologica”.

Andrea Sempio e Marco Poggi sono i protagonisti di uno degli ultimi capitoli investigativi dell’indagine di Garlasco prossima alla chiusura.

Andrea Sempio si è presentato per la prima volta davanti ai pm che stanno cercando di riscrivere la trama del delitto e lo hanno convocato per dargli la possibilità di difendersi.

Marco Poggi testimone dell’accusa

In contemporanea dovrebbe svolgersi l’audizione di Marco Poggi, il fratello di Chiara, ritenuto dagli inquirenti guidati dal procuratore Fabio Napoleone una figura centrale nella nuova ricostruzione. A lui, in quanto testimone obbligato a rispondere e a dire la verità, sarà chiesto in particolare dei video intimi che la vittima avrebbe girato con Alberto Stasi e che avrebbero acceso l’ossessione di Sempio verso la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007.

Sentite anche le cugine di Chiara Poggi, Paola e Stefania Cappa: hanno collaborato

Ieri sono state sentite le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, le gemelle testimoni nell’ambito anche della prima inchiesta che portò alla condanna di Stasi.

“In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini nel rispetto dell’autorità inquirente”, hanno puntualizzato i legali delle due donne che hanno deposto senza la presenza dei magistrati e degli avvocati, ma solo dei carabinieri di Milano a cui è affidata la parte operativa dell’inchiesta.

La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini con il deposito di tutti gli atti dell’inchiesta su Sempio cominciata oltre un anno fa, potrebbe mettere a disposizione gli atti anche della difesa di Alberto Stasi, per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.

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Rosaria Federico

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