

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Napoli – L’avvocato Sergio Pisani, rappresentante di molte famiglie di bambini affetti da patologie cardiache provenienti non solo dalla Campania ma da gran parte del Mezzogiorno, ha rivolto un appello urgente al ministro della Salute Orazio Schillaci affinché intervenga in modo concreto a tutela dei piccoli pazienti del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi.
«Ho chiesto due volte un incontro urgente al governatore della Campania Vincenzo De Luca con i genitori dei bambini – spiega l’avvocato – ma non è mai arrivata risposta. Questo silenzio mortifica famiglie già provate da anni di sofferenze, ricoveri e interventi delicati»
. Pisani sottolinea che le recenti vicende mediatiche e giudiziarie hanno accentuato il senso di abbandono percepito dalle famiglie, senza però che sia stata fornita alcuna risposta istituzionale. Nella missiva al ministro, il legale chiede «un intervento urgente, concreto e non burocratico», che preveda l’ascolto diretto delle famiglie e verifiche immediate sulla funzionalità del servizio.
Secondo Pisani, mentre continuano le discussioni pubbliche su responsabilità ancora da accertare, «centinaia di bambini fragili stanno vivendo una carenza di presidi assistenziali essenziali, soprattutto nei fine settimana, anche per l’assenza dei sanitari provenienti dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma». Una situazione che, a suo avviso, richiede attenzione immediata per non esporre i piccoli pazienti a rischi evitabili.
Ancora più rilevante, per il legale, è la decisione dell’ospedale di sospendere il dottor Oppido, unico cardiochirurgo pediatrico di riferimento del reparto, «pur in assenza di una condanna, di misure cautelari o di motivazioni concrete che imponessero un provvedimento così drastico». Per anni, conclude Pisani, il medico è stato «il punto di riferimento, la speranza e spesso la salvezza per centinaia di famiglie del Sud». L’appello al ministro Schillaci è quindi chiaro: rimettere la salute dei bambini al centro delle priorità, prima di ogni altra considerazione.