Terra dei Fuochi, controlli hi-tech: 63mila targhe e 10.500 imprese nel database contro gli eco-crimini

Prefettura, Camera di Commercio e Albo Gestori Ambientali firmano un protocollo per la condivisione dei dati. Il prefetto Di Bari: “Più efficienza nei monitoraggi”. Il presidente Fiola: “Tuteliamo chi opera nella legalità”

Napoli – Un patrimonio informativo di oltre 10.500 imprese e 63mila targhe sarà messo a disposizione delle forze dell’ordine per blindare il ciclo dei rifiuti in Terra dei Fuochi. È il cuore del protocollo d’intesa siglato oggi tra Prefettura di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e sezione regionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

L’accordo trasforma la banca dati dell’Albo – l’unica ufficiale del settore – in uno strumento operativo per prevenire e reprimere gli illeciti ambientali.

Un archivio digitale per i controlli

Attraverso una piattaforma condivisa e una applicazione dedicata, gli agenti potranno verificare in tempo reale autorizzazioni, siti e mezzi impiegati nella raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.

Il sistema incrocerà i dati camerali con quelli dell’Albo, permettendo controlli mirati su strada, nei cantieri e negli impianti. L’obiettivo è stringere il cerchio attorno al business illegale dei rifiuti, che da decenni insanguina il territorio tra Napoli e Caserta.

Legalità conviene: sostegno alle aziende virtuose

L’iniziativa, voluta dal prefetto Michele di Bari e dal presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola, punta anche a premiare gli operatori onesti. “Mettiamo a sistema le informazioni per rendere più efficaci i controlli e, al tempo stesso, proteggere le imprese che rispettano le regole”, ha spiegato Di Bari. Fiola ha aggiunto: “La Camera di Commercio non è solo un ente di registrazione: vogliamo essere parte attiva nella difesa del territorio e della legalità”.

Formazione e intelligence territoriale

Non solo tecnologia. Il protocollo prevede percorsi formativi per gli addetti ai controlli e progetti di analisi socio-economica del territorio. L’obiettivo è programmare interventi sempre più calibrati, trasformando i dati in strategie di contrasto. Un approccio integrato che unisce prevenzione, repressione e sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che la battaglia contro gli eco-criminali si vince anche con la cultura della legalità.

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