

Assalto ai bancomat
Taranto – Una struttura militare, sopralluoghi meticolosi e l’uso spregiudicato di esplosivi ad alto potenziale. Si è conclusa nella serata di ieri la corsa della banda specializzata negli assalti agli sportelli automatici, smantellata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto.
Cinque i decreti di fermo eseguiti nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti responsabili di una scia di colpi messi a segno con la tecnica della “marmotta” (un congegno artigianale imbottito di polvere pirica inserito nelle fessure degli ATM).
A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbe il 46 ufficiale barese Cataldo Bartolo. Insieme a lui sono finiti in manette quattro giovani complici tra i 20 e i 28 anni, residenti tra Palagiano, Massafra e Grumo Appula. L’indagine, coordinata dalla Procura ionica, ha ricostruito un business del crimine capace di fruttare oltre 170.000 euro.
Il punto di rottura per l’organizzazione è stata l’esplosione del bancomat di Montemesola lo scorso 15 novembre. Da lì, i militari hanno seguito le tracce del gruppo, attribuendo loro almeno 17 assalti.
Il “raggio d’azione” della banda era vastissimo: non solo la provincia ionica (Monteiasi, Mottola, Palagiano), ma anche incursioni in Basilicata (Scanzano Jonico), Campania, Lazio e Calabria. L’ultimo colpo, una sorta di “canto del cigno” prima del blitz, risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia.
L’operazione di Taranto si inserisce in un contesto di vera e propria emergenza nazionale. Solo negli ultimi giorni si sono registrati episodi analoghi che testimoniano l’estrema vitalità di questi gruppi criminali:
Napoli e Campania (4 febbraio): Ad Agerola, ignoti hanno sventrato l’ATM della filiale locale, asportando l’intero forziere prima di dileguarsi verso la zona costiera.
Lombardia (2 febbraio): Doppia esplosione al Nord. A Travagliato (Brescia), un commando ha fatto saltare lo sportello del Credito Bergamasco per un bottino di 61.000 euro, colpendo poco dopo anche a Guidizzolo, nel Mantovano.
Lazio (Fine gennaio): Allarme rosso in provincia di Frosinone, dove in pochi giorni sono state colpite le filiali di Cervaro ed Esperia con modalità talmente violente da far parlare il sindaco di “atto di terrorismo” per i danni strutturali agli edifici.
Calabria (9 gennaio): Un colpo record a Decollatura (Catanzaro) ha fruttato ai malviventi circa 200.000 euro, confermando una tendenza che vede le province di Cosenza e Catanzaro sotto assedio.
L’inchiesta di Taranto segue di pochi giorni un altro duro colpo inferto alla criminalità foggiana, dove il 28 gennaio scorso sono stati fermati altri 5 giovani. In quel caso, l’ombra degli assalti ai bancomat si è incrociata con la cronaca nera più cupa: gli inquirenti sospettano che i proventi dei colpi o i contrasti interni alla banda possano essere legati all’omicidio di un 27enne avvenuto nell’estate scorsa.
I provvedimenti di fermo eseguiti ieri a Taranto sono ora al vaglio del GIP per la convalida, mentre le forze dell’ordine monitorano i flussi finanziari per recuperare il resto della refurtiva.