Benevento– C’è uno spiraglio di luce nel tragico lunedì che ha sconvolto la comunità di Paduli. La donna di 45 anni, vittima della furia del marito che questa mattina ha aperto il fuoco contro di lei con un fucile, è stata dichiarata fuori pericolo di vita.
A compiere quello che appare come un piccolo miracolo clinico è stata l’equipe di Chirurgia Vascolare dell’ospedale “San Pio” di Benevento.
La corsa contro il tempo
La donna era giunta al pronto soccorso in condizioni critiche, con una massiccia emorragia al braccio sinistro provocata dai pallettoni. La gravità della situazione è emersa immediatamente grazie a un’Angio-TC, che ha rivelato uno scenario complesso: la rottura completa dell’arteria nel delicato punto di passaggio tra il tratto ascellare e quello omerale.
Un danno che, senza un intervento tempestivo, avrebbe portato inevitabilmente alla perdita dell’arto o, peggio, al decesso per dissanguamento.
Un bypass per rinascere
In sala operatoria sono scesi in campo i chirurghi Davide Razzano, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare, e il dirigente medico Antonio De Capua, supportati dall’anestesista Alfonso Ciotta. I medici hanno prima tamponato l’emorragia e poi proceduto con una complessa procedura di ricostruzione: è stata prelevata una vena dalla gamba della paziente per sostituire ben 10 centimetri di arteria letteralmente polverizzata dai proiettili.
Il bollettino medico
L’operazione è perfettamente riuscita. Sebbene la prognosi rimanga riservata, come da prassi in questi casi, i medici hanno confermato che la funzionalità del braccio è stata preservata. Mentre la 45enne inizia il suo lungo percorso di recupero fisico e psicologico, restano da chiarire i dettagli dell’aggressione che ha trasformato una mattina di febbraio in un incubo di sangue nel Sannio.
Fonte REDAZIONE





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