Clima teso a Montella, dove il monastero di San Francesco alla frazione Folloni è diventato il centro di un duro confronto tra i frati minori conventuali e l’amministrazione comunale. Al centro della vicenda c’è il progetto che prevede la ristrutturazione di una parte del complesso per realizzare un ospedale di comunità, iniziativa sostenuta dal sindaco Rino Buonopane, che è anche presidente della Provincia di Avellino.
I religiosi, guidati dal priore padre Marcus, hanno impedito l’ingresso agli operai incaricati dal Comune di avviare i lavori. Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme alla polizia municipale e i frati sono stati formalmente identificati. Per la comunità religiosa si tratterebbe di una decisione che snatura il valore storico e spirituale del luogo. «Un oltraggio alla storia secolare del monastero», ha dichiarato il priore, esprimendo la contrarietà dei frati all’utilizzo sanitario di una parte della struttura.
Il complesso è di proprietà del Fondo edifici di culto ed è inserito nel territorio dell’arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza della Campania-Nusco-Bisaccia, guidata dall’arcivescovo Pasquale Cascio. Il sito, secondo la tradizione, sarebbe stato fondato circa ottocento anni fa da san Francesco d’Assisi e conserva un forte valore simbolico e religioso per l’intero territorio altirpino.
Di diverso avviso il sindaco Buonopane, che difende l’intervento come parte di un progetto più ampio di valorizzazione del complesso. L’obiettivo, spiega l’amministrazione, sarebbe quello di rendere gli spazi più fruibili e, allo stesso tempo, garantire un presidio sanitario essenziale in un’area interna dove i servizi sono spesso carenti. Una scelta che punta a coniugare tutela del patrimonio e risposta ai bisogni della popolazione.
La vicenda ha subito acceso il dibattito anche fuori dal convento. Numerosi fedeli sono arrivati a Folloni per esprimere vicinanza ai frati, mentre la minoranza in consiglio comunale ha attaccato duramente il primo cittadino. «Quanto sta accadendo alla famiglia dei frati di san Francesco è uno schiaffo all’intera comunità ed uno sgarbo istituzionale senza pari del sindaco Buonopane verso chi da decenni assicura assistenza e accoglienza materiale e spirituale a tantissime persone», affermano i consiglieri di opposizione.
Lo scontro resta aperto e intreccia temi delicati come la tutela dei luoghi di culto, la destinazione d’uso degli immobili storici e la necessità di rafforzare i servizi sanitari nelle aree interne. Una partita che, tra storia, fede e bisogni concreti, è destinata a far discutere ancora a lungo.
Fonte REDAZIONE





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