Attualità

La truffa dello scontrino al bancomat è virale: in cosa consiste e come evitarla

Condivid

Dimenticare la ricevuta dell’operazione appena effettuata allo sportello ATM non è più solo una piccola distrazione, ma un rischio concreto per i propri risparmi. La cosiddetta “truffa dello scontrino” sta imperversando in tutta Italia, partendo dal Salento per trasformarsi in un fenomeno virale che unisce vecchi scarti cartacei a sofisticate tecniche di manipolazione digitale.

Dall’ATM al telefono: la trappola del social engineering

Il meccanismo, analizzato nel dettaglio dagli esperti di Truffa.net, è di una semplicità disarmante quanto efficace. Il truffatore recupera la ricevuta abbandonata presso lo sportello automatico; su quel pezzo di carta sono spesso stampate informazioni parziali ma preziose, come le ultime cifre della carta o il saldo residuo.

Questi dati diventano il “copione” perfetto per una fase successiva di social engineering: il malvivente contatta la vittima spacciandosi per un operatore bancario. Conoscendo dettagli reali sull’operazione appena svolta, il truffatore guadagna la fiducia dell’utente, riuscendo a estorcere codici OTP o credenziali d’accesso con estrema facilità.

L’allerta dei Carabinieri e il focolaio pugliese

Il fenomeno ha avuto una genesi geografica ben precisa. Le prime segnalazioni di rilievo sono giunte dal Salento, per poi estendersi rapidamente a tutta la Puglia. La gravità della situazione ha spinto i Carabinieri di Lecce a intervenire ufficialmente, diramando un vademecum con raccomandazioni operative per i cittadini.

Sebbene il cuore dell’emergenza sia stato inizialmente il tacco d’Italia, le autorità avvertono che l’allerta è ormai nazionale: le “truffe ibride” — che combinano elementi fisici (offline) e raggiri digitali — sono in costante aumento su tutto il territorio.

Un fenomeno virale: i numeri del rischio

A confermare quanto il tema sia sentito è la rapidità con cui l’allarme si è diffuso online. Un video informativo pubblicato sul profilo TikTok di Truffa.net lo scorso 18 febbraio 2026 è diventato un caso mediatico in poche ore: oltre 76.000 visualizzazioni e centinaia di interazioni tra condivisioni e salvataggi.

Questo engagement record testimonia una preoccupazione collettiva verso un crimine che sfrutta un gesto quotidiano e automatico. La difesa più efficace, ricordano gli inquirenti, resta la prevenzione: non abbandonare mai le ricevute e non fornire mai codici di sicurezza via telefono, nemmeno a chi sembra conoscere i nostri movimenti bancari.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

Pubblicato da
A. Carlino