Calcio

Gol annullato grazie ad una foto: polemiche in Promozione per un Var improvvisato

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Un gol segnato, convalidato e poi cancellato grazie a una fotografia mostrata all’arbitro. Succede in Abruzzo, nel campionato di Promozione, dove la sfida tra Atessa e Lauretum è finita al centro di una bufera per un episodio che ha il sapore di un “Var artigianale” non previsto dal regolamento.

L’azione incriminata arriva al 31’ del primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, Andrea Pretara, difensore del Lauretum, colpisce di testa e manda il pallone in rete per il momentaneo pareggio. I padroni di casa protestano subito per un presunto tocco di mano, ma dopo il confronto con l’assistente l’arbitro indica il centrocampo e convalida la rete.

La partita sembra ripartire, ma a quel punto si verifica l’episodio che accende la polemica. Secondo la ricostruzione fornita dalla società ospite, dalla panchina dell’Atessa si avvicinano all’arbitro dirigenti e tesserati, insieme al fotografo della squadra di casa, che mostra al direttore di gara uno scatto dell’azione, ingrandendo il presunto contatto tra mano e pallone. Dopo aver visionato l’immagine, l’arbitro cambia decisione e annulla il gol.

La scelta scatena proteste in campo e sugli spalti. Il Lauretum affida il proprio sfogo ai social. «Sembra un film dell’orrore. Oggi ci sentiamo derubati, oggi ci hanno fatto un torto grande. Può un arbitro non vedere una rete? Magari sì. Ma se l’assistente richiama l’arbitro e convalidano il gol, perché basta una capannina intorno ai due per far cambiare idea? Siamo stufi…», si legge in un post pubblicato dalla società. Duro anche il commento del presidente Antonello Delle Monache: «Il Var in Promozione, ridicoli…».

A fine gara anche l’allenatore del Lauretum torna sull’episodio. «È stato utilizzato un supporto tecnico dall’esterno. All’arbitro sono state mostrate immagini dell’azione. Io dalla panchina non ho visto bene, poteva anche essere fallo di mano, ma una decisione arbitrale a questi livelli, dove il Var non è previsto, non può essere influenzata da supporti tecnici esterni al campo», afferma.

Nonostante l’indignazione, la vicenda non si è tradotta in un ricorso ufficiale. Il risultato finale, 2-2, è stato regolarmente refertato e omologato. Resta però il caso, destinato a far discutere su limiti, pressioni e regole in un calcio dilettantistico che, almeno sulla carta, dovrebbe restare lontano da qualsiasi forma di moviola tecnologica.

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Fonte REDAZIONE
Vincenzo Scarpa

Vincenzo Scarpa, Giornalista Pubblicista per Cronache della Campania e Studente di Scienze Politiche all'Università di Napoli Federico II. Appassionato di qualsiasi tipo di sport, ama scrivere e parlare principalmente di calcio

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Vincenzo Scarpa