Giugliano – L’ennesima brutale aggressione e violenza nei confronti della donne fa registrare un altro grave episodio in provincia di Napoli. E’ avvenuta nella notte appena trascorsa in una sosta di parcheggio dell’Asse Mediano, nel territorio di Giugliano in Campania.
Secondo le prime ricostruzioni, al culmine di una violenta lite scoppiata in auto, l’uomo – originario di Pozzuoli e sulla trentina – ha colpito ripetutamente la compagna con un coltello mentre lei cercava di scappare. I fendenti hanno raggiunto le gambe e la schiena della donna.
Le condizioni della vittima
Soccorsa prontamente dal 118, la donna è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno. Qui è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza per le lesioni riportate. L’operazione è riuscita con successo: la paziente è viva e attualmente in osservazione per monitorare il delicato decorso post-operatorio.
L’aggressore ha tentato il suicidio
L’uomo è stato accompagnato dal personale sanitario e dalla polizia all’ospedale di Aversa, dove ha ricevuto cure per una ferita da taglio al petto e una alla mano, ritenute verosimilmente autoinferte. Entrambe le lesioni sono state suturate senza conseguenze rilevanti. Probabilmente dopo essersi reso conto della gravità delle sue azioni ha tentato il suicidio. L’aggressore lavora come operatore socio-sanitario (OSS) presso il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli.
La polizia ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e accertando le responsabilità penali. Al momento non sono stati forniti dettagli sull’identità dei due protagonisti né su eventuali precedenti tra loro.
L’ondata di violenza sulle donne: un’emergenza che non accenna a diminuire
Questo grave episodio di violenza si inserisce in un contesto nazionale allarmante. Nonostante campagne di sensibilizzazione, appelli delle associazioni, l’introduzione del reato specifico di femminicidio nel codice penale (approvato nel 2025) e piani strategici nazionali, il fenomeno della violenza di genere rimane strutturale e persistente.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno relativi al 2025, i femminicidi sono diminuiti del 18% rispetto al 2024 (97 vittime contro 118), con un calo complessivo degli omicidi volontari.
Tuttavia, l’Osservatorio di Non Una di Meno ha monitorato 84 femminicidi nel corso dell’anno, con un’altissima percentuale (circa 80-85%) commessi in ambito familiare o affettivo da partner, ex o familiari.
Numerosi casi recenti hanno visto l’uso di armi da taglio, spesso al termine di liti domestiche o tentativi di separazione. Le denunce e le richieste di aiuto al numero antiviolenza 1522 restano elevate, segno che la percezione di pericolo è diffusa, ma la rete di protezione (centri antiviolenza, braccialetti elettronici, misure cautelari) presenta ancora lacune evidenti.
Esperti e associazioni sottolineano che il lieve calo numerico non cancella la natura endemica del problema, radicato in dinamiche di possesso e controllo: servono interventi più incisivi sulla prevenzione, sull’educazione e sul sostegno concreto alle vittime perché l’ondata non si arresti.
Fonte REDAZIONE





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