

Femminicidi in aumento a Napoli
La violenza di genere resta una delle emergenze più gravi nel distretto giudiziario di Napoli. A lanciare l’allarme è il procuratore generale Aldo Policastro, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, che ha parlato di una situazione “allarmante non solo sul piano quantitativo, ma anche per l’abbassamento dell’età delle vittime e degli autori”.
dati dell’ultimo anno confermano la gravità del fenomeno: nel distretto di Napoli sono stati iscritti 9.109 procedimenti per reati di violenza di genere — tra maltrattamenti, atti persecutori e violenza sessuale — un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024. A preoccupare è soprattutto il numero dei femminicidi: dieci in totale, il doppio rispetto all’anno precedente.
Particolarmente critica la situazione della Procura di Napoli Nord, che registra 2.169 procedimenti. Nel capoluogo, la Procura di Napoli — la più grande del distretto — tra settembre 2024 e agosto 2025 ha iscritto 5.765 procedimenti con autore noto e vittima donna.
Nello stesso periodo ne sono stati definiti oltre 5.400 e sono state richieste più di 414 misure cautelari, circa 300 delle quali di custodia.
Un ulteriore elemento di allarme arriva dalla Procura per i minorenni, che ha registrato 187 procedimenti per reati di violenza di genere, 51 dei quali per violenza sessuale. “Il pensiero — ha sottolineato Policastro — non può che andare alla tragica fine di Martina Carbonaro, appena quattordicenne”, simbolo di un fenomeno che coinvolge fasce d’età sempre più giovani.
A confermare il trend è anche la relazione della presidente della Corte d’appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli. Nel primo semestre del 2025 i nuovi procedimenti per violenza di genere sono stati 1.314, mentre quelli definiti 2.176, con un aumento rispettivamente del 48,81% e del 28,53% rispetto allo stesso periodo del 2024.
“Questi numeri — ha concluso Policastro — raccontano l’enorme lavoro svolto da pubblici ministeri e giudici, chiamati a operare con tempi sempre più stringenti e con grande sacrificio, per ridurre al minimo il prezzo pagato dalle donne vittime di violenza”.