Cronaca Napoli

Dallo spaccio alla latitanza: catturato Salvatore Ferone, ‘o Mackey il «re della marijuana»

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I Carabinieri della Stazione di Casavatore, coadiuvati nella fase operativa da militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Casoria, nella notte di lunedì hanno individuato in un appartamento e tratto in arresto, mettendo fine alla latitanza, il 35enne Salvatore Ferone. L’uomo era destinatario dal mese di novembre scorso di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli.

La cattura nel cuore della notte

Ferone, ritenuto elemento apicale dell’omonimo clan operante in Casavatore e conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “o’ Mackey”, era destinatario di una condanna definitiva a dieci anni per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti commesso negli anni 2011 e 2012 tra i comuni di Casavatore, Arzano e Napoli. Lo stesso, a far data dall’emissione del provvedimento nel mese di novembre 2025, si era reso irreperibile.

Il blitz in Corso Europa

Le ininterrotte ricerche dell’uomo in tutti i luoghi da lui abitualmente frequentati, oltre che i numerosi servizi di osservazione effettuati dai Carabinieri, hanno quindi portato al suo rintraccio, nella nottata di lunedì, proprio a Casavatore all’interno della sua abitazione sita in corso Europa. L’arrestato, quindi, è stato tradotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

La condanna definitiva era sopraggiunta dopo gli arresti effettuati a seguito dell’indagine dei carabinieri della locale stazione nel 2011 che aveva condotto in carcere 20 persone tra cui proprio Ferone, il quale aveva beneficiato inizialmente dell’annullamento della condanna prima che il processo ritornasse in Corte di appello sancendo definitivamente la sua colpevolezza.

L’eredità dell’operazione “Piazza Grande”

L’operazione era stata messa a punto nel 2015, ma le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia erano partite nel lontano 2011. Il blitz era scattato contro quelli che vennero definiti i “re della marijuana” operanti nelle case popolari di via G.B. Vico, quartiere alla periferia di Casavatore.

Il volume d’affari era impressionante: incassi da 150 mila euro a settimana, con pusher e vedette pagati fino a 200 euro al giorno. Nella mega operazione furono decine gli arresti. Una task force di militari circondò l’agglomerato popolare e con l’aiuto di arieti furono sfondate porte blindate e divelte grate a protezione delle piazze di spaccio. Ferone fu anche coinvolto unitamente ad un ex amministratore in una mega inchiesta per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso, accusa dalla quale fu poi assolto.

Nuovi equilibri criminali

Mentre si chiude il capitolo della latitanza di ‘o Mackey, lo scenario criminale locale appare in fermento. Si vocifererebbe, infatti, di un nuovo riposizionamento del clan Pagano, che avrebbe preso in mano proprio a Casavatore la gestione di tutti gli affari illeciti, scalzando definitivamente i Ferone, storicamente considerati una “costola” dei melitesi.

P.B.

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