Caserta – Un incubo fatto di violenza, segregazione e richieste di denaro che arrivano fino in Nigeria. Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno inferto un duro colpo alla criminalità organizzata straniera, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere contro due cittadini nigeriani.
Le accuse sono pesanti: sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina e lesioni personali, il tutto blindato dall’aggravante del metodo mafioso.
L’ombra dei “Eiye” sul Casertano
L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, si inserisce in un contesto investigativo complesso iniziato nell’ottobre 2022. I due arrestati sono ritenuti affiliati agli “Eiye”, una delle più temibili organizzazioni criminali di origine nigeriana, nota per la sua struttura gerarchica e la ferocia dei suoi metodi.
L’inchiesta aveva già fatto segnare un punto importante nel febbraio 2024, quando un altro membro del sodalizio era finito in manette per gli stessi reati.
Il sequestro e il ricatto
Il cuore dell’indagine riguarda il brutale sequestro di un cittadino nigeriano. Secondo quanto ricostruito dai militari, supportati da intercettazioni e strumenti tecnici, gli indagati avrebbero segregato il connazionale chiedendo ai suoi familiari, residenti in Nigeria, una somma di 1.500 euro per la sua liberazione.
Durante la prigionia, la vittima non è stata solo privata della libertà:
Violenza fisica: L’uomo è stato aggredito e ferito.
Rapina: Gli è stato sottratto il telefono cellulare per impedirgli contatti esterni.
Intimidazione: Dopo il rilascio, la vittima è stata minacciata di ritorsioni mortali nel caso avesse deciso di sporgere denuncia, facendo leva proprio sulla forza intimidatoria del clan di appartenenza.
Fonte REDAZIONE





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