Caivano– Notte di tensione e mistero nella zona industriale ASI di Pascarola. Mentre il confronto tra proprietà e sindacati resta bloccato su un binario morto, la sede della Harmont & Blaine è finita nel mirino di un’irruzione notturna che solleva pesanti interrogativi.
I carabinieri della sezione radiomobile di Caivano sono intervenuti nelle prime ore del mattino, trovando i locali dell’azienda messi a soqquadro.
L’irruzione e i rilievi scientifici
Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi sarebbero riusciti a penetrare all’interno della struttura bypassando i sistemi di sorveglianza. Una volta dentro, l’attenzione non si sarebbe concentrata solo sulla refurtiva – il cui valore è ancora in fase di quantificazione – ma sulla messa a soqquadro degli uffici amministrativi.
Sul posto è intervenuto il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna per i rilievi tecnici e scientifici. Gli specialisti dell’Arma stanno analizzando minuziosamente ogni traccia lasciata dai responsabili, mentre i militari stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona ASI per identificare il commando.
Il rebus della matrice: atto vandalico o segnale?
Al momento, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Se l’ipotesi del furto resta sul tavolo, la “matrice” dell’evento è oggetto di attenta valutazione proprio a causa della delicata fase che sta attraversando l’azienda. Resta da chiarire se si sia trattato di un episodio di microcriminalità comune o se l’azione possa avere una connessione, anche indiretta, con il clima di esasperazione che si respira tra i cancelli dello stabilimento.
Vertenza bloccata: 32 famiglie col fiato sospeso
Il raid avviene infatti in uno dei momenti più bui per il sito produttivo di Caivano. La vertenza sindacale per il licenziamento annunciato di 32 operai è tuttora in corso e non accenna a risolversi. Nonostante i ripetuti tavoli di confronto tenutisi presso la Prefettura di Napoli, le parti restano distanti: da un lato l’esigenza aziendale di ristrutturazione, dall’altro il muro dei lavoratori che lottano per il proprio posto di lavoro in un territorio già profondamente segnato dalla crisi occupazionale.
L’episodio della scorsa notte, dunque, non fa che gettare benzina sul fuoco di una situazione sociale che le istituzioni stanno cercando faticosamente di governare.
Fonte REDAZIONE






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