Napoli – Il nuovo anno si apre nel modo più tragico sulle strade di Napoli, segnate da una lunga scia di sangue che continua ad allungarsi. La prima vittima del 2026 è Giuseppe Cafiero, 63 anni, napoletano, morto dopo dieci giorni di ricovero in Rianimazione all’Ospedale del Mare in seguito a un drammatico incidente avvenuto all’alba del 26 dicembre davanti al tunnel di Fuorigrotta.
Cafiero, guardia giurata di professione e musicista stimato, è stato travolto e schiacciato da una carambola di auto mentre si trovava nei pressi di piazzale Tecchio. Una morte che riaccende i riflettori sull’emergenza sicurezza stradale in città, dove pedoni e automobilisti continuano a pagare un prezzo altissimo.
Una vita spezzata all’alba
Giuseppe Cafiero stava andando al lavoro per il turno mattutino. Aveva parcheggiato l’auto nei pressi di piazzale Tecchio, a pochi passi dal marciapiede, per fermarsi a prendere un caffè prima di raggiungere il posto di servizio, nella zona di via Manzoni. In quel momento, una Volkswagen Polo condotta da una ragazza napoletana di 21 anni, proveniente dal sottopasso Claudio, ha perso improvvisamente il controllo.
L’auto, secondo una prima ricostruzione, procedeva a velocità sostenuta: ha impattato contro tre veicoli in sosta che, spinti l’uno contro l’altro, hanno travolto il 63enne senza lasciargli scampo. Cafiero è rimasto schiacciato tra le lamiere accartocciate.
L’equipaggio del 118 lo ha soccorso e trasportato d’urgenza prima all’ospedale San Paolo e poi all’Ospedale del Mare. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate. Nonostante un delicato intervento chirurgico e dieci giorni di lotta tra la vita e la morte, Giuseppe Cafiero non ce l’ha fatta: troppo gravi i traumi da schiacciamento, in particolare al torace.
Il dolore della famiglia
La vittima lascia la moglie, due figlie e anche l’ex moglie, con la quale aveva mantenuto negli anni un rapporto di profonda stima. Un uomo descritto da tutti come riservato, serio, appassionato.
«Pino Cafiero è stato un grande batterista, ha suonato con band a livello nazionale ed era una persona perbene», ha raccontato il fratello Ernesto in un’intervista al quotidiano Il Mattino, ricordando non solo il musicista, ma soprattutto l’uomo.
Le indagini e l’ipotesi dell’alta velocità
Con la morte del 63enne si è aggravata la posizione della giovane alla guida della Polo, ora formalmente indagata per omicidio stradale. Le indagini sono condotte dalla Polizia Municipale di Napoli, che ha acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
L’alta velocità è uno degli elementi centrali al vaglio degli investigatori, che stanno valutando se la perdita di controllo del veicolo sia stata causata dalla violazione dei limiti consentiti. Sono stati eseguiti anche accertamenti tossicologici sulla 21enne e sequestrati tutti i mezzi coinvolti.
Le operazioni sul luogo dell’incidente sono state coordinate dalla Centrale Operativa territoriale guidata da Lucio Sarnacchiaro, con l’intervento dell’Unità Operativa Chiaia diretta da Bruno Capuano, sotto il coordinamento generale del comandante Ciro Esposito.
Una strada già segnata da troppi incidenti
Il sottopasso Claudio e l’area di Fuorigrotta tornano ancora una volta al centro delle polemiche. Residenti e operatori chiedono da tempo l’installazione di dissuasori di velocità e interventi strutturali per limitare la pericolosità di un tratto stradale già teatro di numerosi incidenti.
La morte di Giuseppe Cafiero non è solo una tragedia personale e familiare, ma l’ennesimo campanello d’allarme per una città che continua a contare troppi morti sull’asfalto. Una strage silenziosa che, anche nel nuovo anno, sembra non volersi fermare.
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Fonte REDAZIONE






Commenti (3)
Un collega esemplare pieno di bontà d animo e altruismo ❤️❤️❤️r.i.p
Sì, concordo con te. Dobbiamo trovare soluzioni per prevenire altri incidenti simili. Le autorità dovrebbero intervenire immediatamente per garantire la sicurezza di pedoni e automobilisti in città.
E’ una situazione molto tragica e triste che sta succedendo a Napoli, con molte persone che perdono la vita in incidenti stradali. E’ importante che si faccia qualcosa per migliorare la sicurezza delle strade, specialmente in zone dove ci sono stati già molti incidenti.