

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Napoli– Una boccata d’ossigeno per le casse di Palazzo Santa Lucia e, soprattutto, un riconoscimento politico e amministrativo che chiude, almeno parzialmente, una ferita aperta dal 2015. L’Unione Europea ha deciso: la sanzione comminata alla Regione Campania per la storica cattiva gestione dei rifiuti viene drasticamente ridotta. Si passa dai pesantissimi 120.000 euro al giorno a una cifra ben più contenuta di 20.000 euro quotidiani.
La decisione, trapelata da fonti regionali, sancisce la fine di un incubo finanziario che ha drenato risorse pubbliche per oltre un decennio. La sforbiciata alla sanzione è il frutto di un’analisi tecnica che ha premiato i passi avanti compiuti durante i due mandati dell’amministrazione De Luca.
Sotto la lente della Commissione Europea sono finite le infrastrutture messe in campo per uscire dall’emergenza: dall’incenerimento al trattamento dell’umido, fino alla spinosa questione delle ecoballe.
Il percorso di risanamento è stato graduale ma costante. Già nel 2021, l’Ue aveva preso atto della piena funzionalità del termovalorizzatore di Acerra, un pilastro fondamentale per la chiusura del ciclo.
Ma la svolta decisiva, quella che ha portato all’attuale sconto, riguarda la frazione organica. Bruxelles ha riconosciuto che, dal luglio 2023, la Campania ha fornito “prove sufficienti dell’esecuzione della sentenza”, in particolare grazie all’attivazione dell’impianto di Giugliano, in provincia di Napoli, operativo dal giugno dello stesso anno.
Dietro i numeri c’è una precisa strategia negoziale portata avanti nel 2025 da Fulvio Bonavitacola, storico vice di De Luca con delega all’Ambiente e oggi assessore alle Attività Produttive nella nuova giunta guidata da Roberto Fico. Bonavitacola ha condotto un vero e proprio braccio di ferro diplomatico a Bruxelles, sostenendo una tesi che ha fatto breccia nei tecnici europei: la Campania non costruirà nuove discariche.
L’ex vicepresidente ha evidenziato il paradosso delle richieste europee: non si può vietare il conferimento in discarica in linea di principio e, contemporaneamente, sanzionare la Regione perché non ne realizza di nuove. La “ricetta campana” presentata all’Ue punta tutto sulla riduzione del residuo indifferenziato attraverso l’incremento della raccolta differenziata. Una linea che, a quanto pare, l’Europa ha infine deciso di avallare, alleggerendo la morsa delle sanzioni.
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