Napoli, arrestati i due rapinatori dell’Asse Mediano

Napoli – Da settimane l’Asse Mediano è tornato a essere sinonimo di paura per chi ogni giorno attraversa l’arteria che collega i comuni a nord di Napoli. Tra code, rallentamenti e svincoli affollati, si sono moltiplicate segnalazioni e denunce di rapine ai danni degli automobilisti, con filmati e racconti finiti sui social e rilanciati in rete come prova di un’emergenza ormai quotidiana.

In questo clima, l’ultimo intervento della Polizia di Stato viene letto da molti cittadini come una sorta di “liberazione”, un segnale concreto dopo le proteste per colpi consumati anche alla luce del sole.

Nel pomeriggio di ieri, durante servizi mirati e continuativi predisposti dalla Questura di Napoli contro i reati predatori lungo l’Asse Mediano, gli agenti hanno arrestato due giovanissimi, 18 e 19 anni, entrambi napoletani e già noti alle forze dell’ordine. Per loro le accuse sono rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

Uno dei due banditi era agli arresti domiciliari

Il 19enne è stato arrestato anche per evasione perché già sottoposto agli arresti domiciliari, mentre per entrambi è scattata anche la denuncia per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Secondo la ricostruzione, i due avrebbero agito con uno schema rapido e ripetuto: prima rapina a un distributore, poi un secondo colpo a pochi minuti di distanza, quindi la fuga.

Gli assalti sarebbero stati messi a segno intorno alle 16 al GT Fuel di via San Francesco a Patria e circa venti minuti dopo al Q8 Euro Energia di via Circonvallazione Esterna a Qualiano, minacciando i dipendenti per farsi consegnare l’incasso. Dopo il secondo episodio, i due si sarebbero allontanati in auto in direzione Giugliano, ma la corsa si è interrotta poco dopo.

I poliziotti li hanno seguiti senza perderli di vista e li hanno bloccati a Giugliano, nei pressi di una struttura ricettiva dove si erano fermati. Addosso avevano 260 euro e, nell’auto, sono stati trovati un paio di forbici e una pistola replica priva del tappo rosso, ritenuta l’arma usata per intimidire le vittime.

Le indagini proseguono: secondo quanto riportato, i due sarebbero sospettati anche di una serie più ampia di colpi tra le province di Napoli, Salerno e Caserta.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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