Nel ricco panorama del folklore italiano, spiccano personaggi femminili dall’aura misteriosa e antico fascino: la Janara e la Befana. Entrambe sono figure che richiamano l’immaginario legato alla stregoneria e alla magia, ma nascono da contesti, funzioni e tradizioni profondamente diversi. Comprendere le loro origini e caratteristiche permette di apprezzare meglio come le credenze popolari italiane riflettano usi, paure e speranze delle comunità secolari. In questo articolo analizziamo cosa rappresentano Janara e Befana e quali sono le principali differenze tra queste due figure simboliche.
Janara: la strega notturna del Sud Italia
La Janara è una figura leggendaria appartenente soprattutto al folklore contadino del Sud Italia, in particolare della Campania e dell’area del Beneventano e dell’Irpinia. Il termine potrebbe derivare da Dianara, cioè «sacerdotessa di Diana», dea romana della Luna, oppure dal latino ianua («porta»), da cui la credenza che per tenerla lontana si disponesse fronte alla casa una scopa o un sacchetto di sale che la strega doveva contare prima di entrare.
Secondo la tradizione popolare, le janare erano streghe notturne che si aggiravano nei campi e nelle stalle, spesso provocando incubi o fenomeni inspiegabili legati al sonno. Alcune leggende narrano che rubassero giumente nelle stalle per cavalcarle nelle ore buie, lasciando i crini intrecciati come segno del loro passaggio.
La Janara è spesso rappresentata come un essere temuto e associato a pratiche magiche oscure: capace di malocchi, fatture e di influenzare la vita quotidiana dei contadini. Era figura opposta allo spirito benefico, connotata da aggressività e solitudine.
Befana: la portatrice di doni dell’Epifania
La Befana è una figura popolare dell’Italia centrale e settentrionale, diffusa in tutto lo Stivale, e legata alla celebrazione della Festa dell’Epifania (il 6 gennaio). Secondo la tradizione, la Befana è un’anziana donna dal carattere ambiguo: assomiglia esteticamente a una strega, indossa un fazzoletto in testa, abiti logori e vola con una scopa, ma il suo ruolo è positivamente sociale.
La leggenda racconta che i Re Magi incontrarono la Befana mentre era intenta a pulire la casa e la invitarono a unirsi a loro per adorare Gesù Bambino. Lei rifiutò perché impegnata con le faccende domestiche, ma poi si pentì e da quel momento parte ogni anno nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare dolci e regali ai bambini buoni e carbone (spesso simbolico) a quelli che non si sono comportati bene.
La Befana è dunque una figura benevola e festiva, parte integrante della tradizione natalizia italiana. In molte città, come Urbania, si organizzano feste, mercati e celebrazioni a lei dedicate.
Confronto: origini, ruolo e percezione
Origini culturali
Le origini della Janara si intrecciano con antiche credenze pagane legate al culto della natura e alla stregoneria delle società rurali. È una figura nata dal bisogno di spiegare l’ignoto, le paure notturne e fenomeni oscuri.
La Befana, invece, è un sincretismo tra tradizioni pagane del Capodanno (legate alla dea romana Strenia) e la celebrazione cristiana dell’Epifania: un personaggio che evolve da antichi rituali di buon auspicio a una figura popolare positiva e sociale.
Ruolo e funzione
La Janara è percepita come essere notturno e inquietante, spesso associata a stregoneria e fenomeni paurosi. Non ha un ruolo comunitario stabilito se non quello di figura spaventosa delle storie popolari.
La Befana, al contrario, è centrale nelle celebrazioni pubbliche e familiari: porta doni ai bambini, partecipa alle tradizioni festive ed è figura di allegria e condivisione nella notte dell’Epifania.
Percezione popolare oggi
Oggi la Janara resta soprattutto una leggenda locale, riconosciuta nel Sud Italia come simbolo del folklore tradizionale, legata al mondo agreste e ai racconti delle generazioni passate.
La Befana, invece, è conosciuta in tutta Italia, amata da grandi e piccini, e fa parte del patrimonio culturale nazionale, con eventi, feste e usanze legate alla prima settimana di gennaio in molte città.
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Commenti (1)
L’articolo è interessante ma ci sono delle cose che non ho capito bene come la differenza tra Janara e Befana. Le due figure sembrano simili, ma nel contesto culturale sono molto diverse, credo che meriterebbero più approfondimenti.