Castel Volturno, rapina al centro scommesse: condanne lievi per la banda, assolto un imputato

Santa Maria Capua Vetere – Si chiude con pene decisamente miti il capitolo giudiziario relativo alla rapina a mano armata messa a segno lo scorso primo settembre ai danni di un’agenzia di scommesse di Castel Volturno.

Il processo, celebrato con rito alternativo, ha portato a condanne contenute e a un’assoluzione piena per i cinque giovani imputati coinvolti nel raid.

Le condanne e l’assoluzione

La strategia difensiva ha giocato un ruolo cruciale nell’esito del processo. Roberto Junior Ewusajoe, difeso dall’avvocato Giuseppe Gallo, ha scelto la strada del rito abbreviato. Reo confesso, il giovane ha incassato una condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione: una pena che gli ha permesso di lasciare il carcere di Ariano Irpino, dove era detenuto, per ottenere gli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Esce completamente pulito dalla vicenda, invece, Luca Iannilli. Difeso dall’avvocato Antonio Veltre, Iannilli è stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, smontando le accuse a suo carico.

Per gli altri tre imputati la scelta è ricaduta sul patteggiamento. Tra loro figura anche il basista, il dipendente infedele dell’attività che aveva collaborato alle indagini. Avendo provveduto al risarcimento del danno, i tre hanno concordato una pena di 2 anni e 6 mesi ciascuno.

Il colpo da 14mila euro e il tradimento del dipendente

La vicenda risale all’inizio di settembre, quando il commando fece irruzione nell’agenzia di scommesse armato di pistola. I rapinatori andarono a colpo sicuro, dirigendosi senza esitazioni verso un bottino di ben quattordicimila euro: una cifra ingente, insolita per la disponibilità quotidiana della cassa.

Proprio questo dettaglio fu il primo campanello d’allarme per gli inquirenti, indirizzando subito i sospetti verso qualcuno che conoscesse i flussi di denaro dell’esercizio.

L’intuizione si rivelò corretta: il basista era un dipendente dell’agenzia. Le indagini, coordinate dal pm Annalisa Imparato della Procura di Santa Maria Capua Vetere, si sono avvalse delle immagini di videosorveglianza e di una capillare attività sul territorio.

L’operazione, illustrata all’epoca in Questura dal vicequestore Pasquale Lamitella (dirigente del commissariato di Castel Volturno) e da Gianluca Tuccillo della Squadra Mobile, portò al fermo dei cinque giovani castellani e al sequestro di una pistola con matricola abrasa trovata in possesso di uno dei complici.

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Rosaria Federico

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