Napoli – È morto nella notte, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Pellegrini, il giovane Umberto Catanzaro, nato a Napoli il 9 ottobre 2002. Il ragazzo, che giocava a calcio a livello dilettantistico, era rimasto gravemente ferito in un agguato a colpi d’arma da fuoco lo scorso 15 settembre nei Quartieri Spagnoli.
Questa mattina i carabinieri della Compagnia Napoli Centro sono intervenuti al pronto soccorso del Pellegrini per constatare il decesso del 22enne, che da quel giorno non si era mai ripreso dalle lesioni riportate.
La salma è stata posta sotto sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’autopsia che dovrà accertare con precisione le cause della morte e collegarle alle ferite d’arma da fuoco subite durante l’agguato.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dalla Procura per i minorenni, il vero obiettivo dei killer non era Catanzaro. Il giovane si sarebbe trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, trasformandosi in una vittima innocente di una regolazione di conti nato all’ijterno della cosca del boss Salvatore Percich che voleva punire il fidanzato della figlia, reo di aver diffuso dei filmati hor della ragazza.
Le attività investigative dei carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Napoli Centro hanno portato già il 19 ottobre all’esecuzione di quattro fermi di indiziato di delitto e di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla DDA e dalla Procura minorile, nei confronti di cinque persone ritenute coinvolte nell’agguato. Tra gli arrestati figura appunto anche il boss Percich, considerato il mandante e3d esecutore, insieme ai suoi complici.
Gli inquirenti contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio poi aggravato dal decesso della vittima, detenzione e porto illegale di arma da sparo, nonché l’aggravante mafiosa. Con la morte di Umberto Catanzaro, il quadro accusatorio, già definito grave al momento dei fermi, ora si aggrava ulteriormente per tutti.
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