Calcio Napoli

De Giovanni: “Il Napoli un miracolo sportivo e simbolo del Sud che cresce”

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Vincenzo Scarpa
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«Andiamoci piano con lo scudetto». Maurizio de Giovanni, scrittore e tifoso appassionato del Napoli, frena l’entusiasmo ma riconosce che quanto sta facendo la squadra azzurra è qualcosa di straordinario, anzi, «un piccolo miracolo sportivo». De Giovanni sottolinea come, nonostante una rosa sulla carta più debole di almeno cinque squadre della Serie A, il Napoli sia oggi l’unico club matematicamente qualificato alla prossima Champions League. Un dato che pesa e che, secondo lo scrittore, rende bene l’idea dell’impresa che Conte e i suoi stanno compiendo.

L’impegno contro il Lecce, squadra invischiata nella lotta salvezza e spinta da una forte carica emotiva, sarà tutt’altro che semplice. Ma al di là delle sfide immediate, de Giovanni guarda al quadro complessivo. Napoli, afferma, è ormai nell’élite del calcio italiano, e la sua ascesa sportiva va letta alla luce del più ampio cambiamento che attraversa la città: «È la terza città d’Italia, la più rappresentativa del Meridione, con una crescita culturale e turistica senza precedenti, una metropoli che cambia morfologicamente ogni anno». In questo contesto, aggiunge, «il calcio finalmente si adegua».

Lo scrittore racconta anche di come, durante i suoi tour di presentazione, abbia seguito le partite del Napoli nei club di Shanghai, Buenos Aires, San Pietroburgo. Sei milioni di tifosi nel mondo, dice con orgoglio, sono il segno tangibile della forza globale del tifo partenopeo. Sul fronte tecnico, de Giovanni mette a confronto l’attuale Napoli con le versioni precedenti di Sarri e Spalletti: «Erano squadre più belle da vedere, quella scudettata aveva Osimhen, Kvaratskhelia, Kim, un grande Zielinski. Oggi, tra i titolari del Napoli, forse solo McTominay troverebbe spazio nell’Inter, e pensare che veniva da una panchina fissa nel Manchester United». Il merito, chiarisce, è tutto dello staff tecnico, capace di valorizzarlo fino a farne un giocatore da 70-80 milioni di euro.

Infine, il rapporto tra Antonio Conte e il presidente Aurelio De Laurentiis, un nodo delicato in vista del futuro. De Giovanni si dice fiducioso: «Credo che Adl abbia imparato molto dal passato, non metterà a rischio il rapporto con un uomo che ti sta portando allo scudetto». Conte vuole investimenti, pretende una pianificazione seria e ha chiesto un nuovo centro sportivo, qualcosa che non porta utili immediati ma fondamentali per la crescita del club. «Ora siamo al redde rationem – conclude de Giovanni – servono 7-8 innesti veri. Se ci sarà un progetto solido, Conte resterà. E no, non credo che tutto dipenda dal finale di stagione».

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Vincenzo Scarpa

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