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Ciambriello, già 6 detenuti suicidi da inizio anno subito misure

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Napoli.  “Il 2024 si è concluso con più di 2000 tentativi di suicidio, 13000 atti di autolesionismo. Sono indignato perché ancora oggi sono 23 le morti per cause ancora da accertare! Dopo un anno, ancora non sappiamo come sono morti. Nella prima settimana dell’anno sono già sei i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita”.

Così il garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, nonché portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali, Samuele Ciambriello. Da ultimo il caso dell’operatore penitenziario nel carcere di Paola. Lucio C., 57anni originario del Salernitano, ristretto nella R.E.M.S di San Nicola Baronia che nel corso di una passeggiata in paese con alcuni ristretti, accompagnato dagli operatori, si è gettato improvvisamente dal ponte.

L’uomo è deceduto dopo essere stato portato prima all’ospedale di Ariano Irpino e successivamente all’ospedale Cardarelli di Napoli dove è stato dichiarato il decesso. È stata predisposta l’autopsia. Con 90 suicidi il 2024, secondo i dati rilasciati dal dossier Ristretti Orizzonti, è stato un anno record in relazione a questo tragica criticità.

“Servono misure urgenti ed efficaci – continua Ciambriello – rispetto alla tutela della salute mentale. Il Consiglio regionale della Campania il 3 maggio 2022 ha deliberato di realizzare nel minor tempo possibile una nuova Rems sul territorio regionale per far fronte al fabbisogno di cure psichiche e psichiatriche in ambito carcerario; ad oggi sono state chiuse le sezioni psichiatriche nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi e di Benevento.

Nel carcere di Poggioreale – conclude – con più di 2000 detenuti sono soltanto 2 gli psichiatri con 400 detenuti psichiatrici e 80 detenuti psicotici. Bisogna subito assumere nuovi psichiatri e istituire all’interno di Poggioreale un’unità operativa semplice di salute mentale”.

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All’interno dell’istituto sono attualmente presenti diciotto detenuti, a cui si aggiungono due giovani ammessi al regime previsto dall’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario. Un numero contenuto ma significativo, che per Ciambriello rappresenta un punto di partenza da difendere. La soddisfazione espressa dal garante riguarda innanzitutto la continuità della struttura: l’Ipm non ha chiuso e, soprattutto, i ragazzi non sono stati trasferiti altrove.

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