In un comune della provincia di Isernia, una giovane donna di origine marocchina è stata prelevata con la forza e le minacce dalla sua famiglia, contraria al suo stile di vita ritenuto troppo occidentale. La ragazza, desiderosa di rendersi indipendente lavorando in un bar, si è scontrata con la volontà della famiglia di imporle regole rigide.
La polizia, allertata dai colleghi della giovane che non l’avevano più vista al lavoro dallo scorso 5 maggio, ha avviato le indagini temendo un caso simile a quello di Saman Abbas. Gli agenti della divisione anticrimine della Questura di Isernia, diretti dal questore Davide Della Cioppa, si sono recati presso l’abitazione della ragazza, l’hanno prelevata e portata in Questura, dove ha raccontato l’accaduto agli investigatori.
A seguito delle indagini, è stato emesso un ammonimento per violenza domestica nei confronti del padre, della madre e del fratello della giovane. Secondo una nota della Questura, “le condotte poste in essere nei confronti della giovane donna sarebbero da ricondurre alla volontà della famiglia di imporle la coabitazione presso la casa familiare, nonché modi di vivere strettamente aderenti ai canoni della religione musulmana, vietandole, tra l’altro, di instaurare relazioni sentimentali con cittadini italiani, comprimendo così la sua libera autodeterminazione”.
Isernia – Avevano trasformato la loro abitazione in una vera e propria piazza di spaccio, dove cocaina e crack venivano venduti a un flusso costante di clienti, molti dei quali giovanissimi. Ma ciò che ha maggiormente sconvolto gli investigatori è stato scoprire che la coppia di fratelli italiani, insieme alle rispettive mogli di nazionalità romena,…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
Controlli a tappeto della Guardia di finanza a Isernia hanno portato alla denuncia di un bodybuilder napoletano, trovato in possesso di un ingente quantitativo di anabolizzanti vietati. L’uomo è stato fermato dai militari del Comando provinciale e sottoposto a un’ispezione veicolare: all’interno della sua auto sono state scoperte numerose compresse di sostanze dopanti, subito sequestrate.…
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