Franco Carraro, figura storica dello sport italiano e ex presidente del Coni e della Federcalcio, ha espresso una forte opposizione alla recente riforma dello sport che prevederebbe un controllo governativo sui conti delle società di calcio e basket. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Carraro ha sottolineato che una simile misura è senza precedenti nei grandi Paesi del mondo occidentale e ha definito tale proposta “inaccettabile”.
Il governo, secondo Carraro, dovrebbe limitarsi a garantire che lo sport sia organizzato in modo ordinato e migliore, ma senza arrivare a gestire direttamente le discipline più popolari come il calcio e il basket. “Il calcio e il basket non dovrebbero passare sotto il controllo diretto del governo,” ha insistito, ricordando come il basket, nonostante un minore ritorno di immagine rispetto al calcio, sia incluso in queste preoccupazioni.
Carraro ha anche ricordato la sua esperienza con la Covisoc, l’organo di controllo che lui stesso contribuì a istituire. “L’obiettivo era assicurare che le squadre potessero completare il campionato, non semplicemente che i bilanci fossero in pareggio,” ha spiegato. Da quando è stata istituita, la Covisoc ha garantito che i tornei si concludessero sempre con lo stesso numero di club che li avevano iniziati, raggiungendo così il suo scopo.
Nell’intervista, Carraro ha anche evidenziato come, contrariamente a quanto si pensi, lo Stato non finanzia lo sport, ma è piuttosto lo sport a generare entrate tramite giochi e scommesse che finiscono nelle casse statali. Ha citato esempi di famiglie, come i Sensi e i Moratti, che hanno sperimentato perdite economiche nella gestione delle squadre di calcio, sottolineando che gli errori di gestione ricadono sulle società stesse e non su altri.
Infine, ha commentato la situazione conflittuale tra la Lega Calcio e la Federcalcio, suggerendo che un clima meno litigioso sarebbe auspicabile. Tuttavia, ha concluso che la ricerca di un controllo neutrale sui conti del calcio non dovrebbe mai essere affidata alla politica, marcando una netta distanza tra la gestione sportiva e l’ingerenza governativa.
NAPOLI – Trasporto pubblico potenziato per la sfida tra SSC Napoli e AS Roma, in programma domenica sera allo stadio Maradona. Dopo il fischio finale, la Linea 2 della metropolitana prolungherà il servizio con sette corse straordinarie per facilitare il deflusso dei tifosi dall’area di Fuorigrotta.
L’iniziativa, annunciata da Trenitalia – Regionale, nasce dalla collaborazione con Regione Campania e Comune di Napoli e si inserisce nel piano di gestione della mobilità in occasione dei principali eventi sportivi cittadini. Complessivamente saranno messi a disposizione 3.400 posti in più rispetto al servizio ordinario.
Una serata di sport e intrattenimento si è trasformata in una scena di violenza giovedì 12 febbraio al Centro Sportivo Holly e Benji di Casalnuovo, dove la finale della Naples League tra Napoli Creators e Borussia Dortmund è stata interrotta da una violenta rissa scoppiata in campo. Un calciatore è rimasto ferito negli scontri ed…
Entusiasmo, ambizione e voglia di mettersi subito al servizio della squadra. Alisson Santos, 23 anni, attaccante brasiliano arrivato a Napoli nel mercato invernale dallo Sporting Lisbona, si presenta così ai tifosi azzurri, con parole che mescolano emozione e determinazione. «Sono molto contento di essere qui, per me è un sogno. Il Napoli è un grande club e spero di aiutare a conquistare i nostri obiettivi», ha spiegato parlando della sua nuova avventura.
L’esordio è già alle spalle, con la mezz’ora giocata in Coppa Italia contro il Como e la responsabilità di uno dei rigori finali, nonostante l’eliminazione. «Sono contento per l’esordio ma ovviamente triste per il risultato, perché volevo passare il turno insieme alla squadra. Ma ora è il momento di lavorare e guardare avanti», ha detto, mostrando subito mentalità e senso del collettivo. Per lui non era nemmeno la prima volta al Maradona: «Martedì è stata la mia seconda volta qui, avevo già giocato in questo stadio con lo Sporting in Champions. Ma giocare per il Napoli è una sensazione incredibile, sentire la passione del tifo partenopeo».
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