

Un video postato su Tiktok dall’account di Emanuele Ucci, attualmente agli arresti domiciliari perché indagato nell’inchiesta nelle famose torture nei confronti di tre ragazzi di San Leucio stile arancia meccanica nel rione Libertà di Benevento.
Nell’inchiesta con Ucci sono coinvolti Antonio Barone, 48 anni, già noto alle forze dell’ordine, il figlio, Vincenzo Cinque, 25 anni e Ludovico Lepore, 53 anni, tutti indiziati a vario titolo dei reati di tortura, sequestro di persona e rapina.
Il video, è stato segnalato al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli. Nelle immagini diverse foto che scorrono con la scritta ‘supereremo anche questa ti amo’ e un cuoricino.
Tanta la rabbia dei cittadini che hanno notato l’anomalìa e che hanno scritto a Borrelli protestando per il fatto che una persona indagata per reati efferati possa tranquillamente avere accesso ai social.
“Ho chiesto di verificare immediatamente se l’indagato abbia libero accesso al cellulare e ai suoi canali social in modo da poter avere contatti con l’esterno contravvenendo alla misura cautelare cui è sottoposto. Si tratterebbe di una gravissima circostanza stante i reati terribili di cui è accusato.
Purtroppo non è la prima volta che criminali sottoposti a misure restrittive postino video anche dal carcere. E’ sorprendente come questi soggetti prima compiano reati atroci, come nel caso di specie dove secondo le accuse le tre vittime sono state sequestrate in un appartamento, torturate e costrette a comunicare i pin dei bancomat, e poi postino messaggi con cuoricini e frasi d’amore.
Mi auguro che si faccia luca al più presto sull’accaduto e che i colpevoli siano incarcerati per scrivere di meno sui social e riflettere di più sulle atrocità commesse”. Questo il commento di Borrelli.
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