Allo spazio Körper ‘Body on Canvas’ della Young Körper Company

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La valorizzazione del talento e delle giovani generazioni è uno dei focus principali di Körper, Centro Nazionale di Produzione della Danza, da anni impegnato nella formazione professionale di danzatori e danzatrici su tutto il territorio nazionale.

La programmazione 2023 si conclude con Body on Canvas della Young Körper Company, in scena allo spazio Körper il 22 dicembre alle ore 19:00. L’ultimo appuntamento dell’anno propone il risultato di due laboratori coreografici Abitare il silenzio e La poesia sorge, condotti da Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi, coordinatori del progetto.

Körper continua a sostenere l’emersione dei giovani artisti e lo fa proponendo una serie di iniziative gratuite destinate a giovani ragazzi della Campania, dando loro la possibilità di sperimentare e acquisire nuovi strumenti. La performance rappresenta il momento conclusivo di Training on the job, un percorso di avviamento al lavoro e al mondo professionale della danza e del palcoscenico iniziato tre mesi fa e accolto con molto entusiasmo e partecipazione.

    Attraverso una visione metaforica che allarga il tempo e la percezione, lo spazio scenico si trasforma in una tela su cui scrivere con il proprio corpo e il movimento diviene chiave di lettura del pensiero artistico. I giovani danzatori presentano un progetto coreografico collettivo, elaborato durante le giornate di studio e approfondito grazie al percorso di perfezionamento sul processo di composizione e creazione, un modo per allargare lo sguardo verso altre direzioni e prospettive. Non solo interpreti dunque, ma anche ideatori e coreografi della performance, una scelta mirata e necessaria per lo sviluppo di nuove competenze.

    I percorsi citati presentano una struttura quasi ossimorica, ma complementare: da un lato il silenzio e le sue contraddizioni rumorose, dall’altro la delicatezza della poesia e la potenza della parola. Abitare il silenzio di Susanna Sastro conduce a un processo di composizione coreografica rivolta agli interpreti, guidati e supportati durante il processo di ricerca. Vengono fornite le indicazioni necessarie per lo sviluppo del processo creativo e il tema scelto è unico e commissionato dal conduttore del laboratorio. Il danzatore/compositore è chiamato a documentare tutto il processo e a definire nel corso del tempo il ‘work in progress’ della creazione.

    La poesia sorge di Flavio Ferruzzi, invece, parte dalla scena del docufilm “Le mie poesie non cambieranno il mondo” dedicato alla poetessa Patrizia Cavalli, in cui l’autrice racconta il tracciato fisico della sua poesia, indicando con precisione il percorso dei suoi versi, premendo con le dita sullo stomaco, indirizzandole poi verso il cuore, passando attraverso il collo sino a dietro la nuca, fino ad arrivare sopra il capo e sul volto. Da questa visione si genera il laboratorio coreografico: la poesia abita i corpi danzanti con tutte le emozioni scaturite dalle parole e il corpo, che ha una loquela tutta sua, ha la capacità di realizzare movimenti nello spazio che nel tempo prendono forma.



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