La Biblioteca dei destini incrociati, un patto di lettura nella diversità

SULLO STESSO ARGOMENTO

La Biblioteca dei destini incrociati, fiore all’occhiello negli ultimi dieci anni dell’attività di promozione sociale e di lettura della Biblioteca Nazionale Vitt. Emanuele III di Napoli, è oggi raccontata dall’ultimo volume dei “I Quaderni della Biblioteca Nazionale ” a cura degli animatori del progetto Luigi D’Amato e Lucia Marinelli con una introduzione di Antonio Mancini.

Una sperimentazione unica nel suo genere che ha indagato le varie forme di comunicazione umana: verbale, gestuale, artistica, favorendo l’incontro fra “normalità” e “malattia mentale” ed aprendo il dialogo tra operatori psichiatrici e bibliotecari , poeti, intellettuali, utenti della Biblioteca e pazienti.

Il volume collettivo, che fa parte della collana “I Quaderni della Biblioteca Nazionale ” (serie XI, n.2),ripercorre le e fasi di questo laboratorio sperimentale , vera novità per le biblioteche di grandi e piccole dimensioni.

    “La biblioteca dei destini incrociati”, che si è tenuta in modo continuativo presso la Sezione Americana della Biblioteca dal 2013 al 2019, con la partecipazione di poeti, intellettuali e utenti della Biblioteca nasce dalla lettura collettiva de Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati, un romanzo quanto mai emblematico della nostra condizione esistenziale, per costruire -sul piano profondo della comune sofferenza umana, ma anche della comune gioia di stare insieme- gli incontri che si sono avvalsi della collaborazione dell’ASL Na1 e di operatori e utenti di alcuni CDR napoletani , il cui scopo e ambizione era di natura principalmente terapeutica: avvicinare i sofferenti psichici, gli operatori del settore, e chiunque sentisse il desiderio di esprimere la propria interiorità attraverso la parola, la lettura, la scrittura, la pittura collettiva.

    il libro vuole approfondire la bella esperienza dimostratasi fortemente seguita e partecipata, ma essere soprattutto da stimolo, da “istigazione”, per far nascere esperienze analoghe in quegli straordinari luoghi di cultura e di socialità che sono le biblioteche.

    In continuità con il laboratorio “La Biblioteca dei Destini Incrociati: per la trasformazione della sofferenza oscura”, la biblioteca ha avviato da febbraio scorso . II gruppo sperimentale dal titolo “ La pratica terapeutica nella produzione scientifica e letteraria di Sergio Piro” condotto dal psichiatra Antonio Mancini e dalla vicedirettrice della Biblioteca, Lucia Marinelli. Il lavoro di gruppo ambisce ad essere il primo di una serie di studi che si interroghino sul il pensiero “terapeutico” di Sergio Piro a distanza di 50 anni e sul tentativo terapeutico di ristoricizzare il disagio individuale, di offrirlo ristoricizzato alla coscienza riflettente.

    I curatori

    Luigi D’Amato (Napoli, 1956), laureato in Storia Moderna e specializzato in Storia dell’Arte, è stato funzionario della Biblioteca Nazionale di Napoli dal 1987 al 2019 e responsabile delle sezioni Emeroteca, Periodici e Brancaccio. Ha collaborato a varie mostre e pubblicazioni. Insieme ai due coautori di questo libro ha organizzato la mostra “Oltre il manicomio” su Sergio Piro e per i 40 anni dall’approvazione della legge 180/78 che ha chiuso le strutture manicomiali.

    Antonio Mancini (Napoli, 1955) psichiatra, ha completato il percorso di formazione nella Scuola sperimentale antropologico-trasformazionale di Sergio Piro, divenendone poi docente e infine Coordinatore della didattica. Ha lavorato nel sevizio pubblico per il Distretto di Salute Mentale dell’ASL NA 1. È autore di vari contributi nel campo della psichiatria, in particolare: Le dimensioni dell’accadere.Introduzione a Sergio Piro, Il paradosso della cura, Torturare e curare con Francesco Blasi. Ha partecipato alla ricerca regionale su “Prassi trasformazionali in campo di esclusione antropica” e ha curato il rapporto conclusivo di ricerca pubblicato nel libro omonimo. Ha scritto con Sergio Piro il capitolo sulla sperimentazione didattica nel volume di Sergio Piro Introduzione alle antropologie trasformazionali.

    Lucia Marinelli (Bari, 1958) laureata in lingue straniere e lettere classiche, è funzionario della Biblioteca Nazionale di Napoli dal 1985. Come responsabile della Sezione Americana (1990-2019) ha organizzato gruppi di lettura, eventi culturali, laboratori. Ha collaborato a varie mostre e pubblicazioni. Insieme ai due coautori di questo libro ha organizzato la mostre “Oltre il manicomio” su Sergio Piro, per il 40 anni dell’approvazione della legge 180/78 che ha chiuso le strutture manicomiali. Attualmente ricopre il ruolo di vicedirettrice.


    Torna alla Home

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui

    telegram

    LIVE NEWS


    CRONACA NAPOLI