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Mestre: almeno 21 morti dopo la caduta di un pullman da un cavalcavia

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Una tragedia senza precedenti si è verificata a Mestre, dove un pullman è precipitato da un cavalcavia, provocando almeno 21 morti e 18 feriti.

La scena che si è presentata è stata apocalittica: il pullman è finito sulla strada sottostante, prendendo fuoco e intrappolando i passeggeri tra le lamiere accartocciate.

Le vittime di questo terribile incidente sono di diverse nazionalità, tra cui cittadini ucraini, tedeschi, francesi e croati. L’autista, di nazionalità italiana, è purtroppo risultato tra le vittime.

Le prime ipotesi sulle cause dell’incidente indicano un possibile malore del conducente, ma la dinamica dello schianto è ancora oggetto di indagini approfondite.

Dai primi rilievi effettuati sul luogo dell’incidente, è emerso che il pullman è precipitato da oltre dieci metri, dopo aver urtato violentemente la doppia barriera di protezione del cavalcavia.

Prima di cadere, il veicolo ha sfondato il guard rail di protezione e la barriera in metallo che delimita il passaggio pedonale. Successivamente, si è schiantato rovinosamente tra un magazzino e i binari della ferrovia.

La comunità di Mestre è in lutto per questa tragedia, che ha segnato profondamente la serata. Le autorità stanno lavorando senza sosta per accertare le circostanze dell’incidente e per offrire supporto alle famiglie delle vittime.

Una situazione così triste rappresenta un’emergenza di portata nazionale che richiede l’intervento delle massime istituzioni e l’adozione di misure per garantire che simili tragedie non accadano più in futuro.

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Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

di Giuseppe Del Gaudio 16 Settembre 2025 - 10:55 10:55

Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.

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