Greta Thurnberg arrestata a Londra

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Ancora una volta Greta Thunberg, l’attivista svedese, icona della lotta contro i cambiamenti climatici, è stata arrestata dalla polizia britannica a Londra.

Questa volta è avvenuto durante una protesta di alcune centinaia di persone contro una riunione a porte chiuse tra amministratori, manager delle compagnie petrolifere mondiali, politici e consulenti.

La manifestazione era organizzata da vari gruppi ecologisti sotto l’egida della ONG ecologista Fossil Free London, in opposizione all’Energy Intelligence Forum. Questo forum, durato tre giorni, ha visto la partecipazione dei vertici di colossi come TotalEnergies, Shell, Eni, Aramco dell’Arabia Saudita e Equinor della Norvegia.

    La protesta aveva l’obiettivo di bloccare l’accesso agli “signori del petrolio” all’hotel di lusso scelto come sede dell’evento.

    Greta, come al solito, ha mantenuto la sua calma e il suo sorriso sereno anche durante il fermo, mentre veniva trascinata via dalla polizia. Questo arresto è avvenuto dopo che la Scotland Yard ha disperso il picchetto di manifestanti.

    La giovane attivista svedese è stata arrestata e trattenuta anche in patria durante una manifestazione simile contro l’industria degli idrocarburi. Questa volta, ha voluto essere presente a Londra per esprimere il suo dissenso contro il forum, che considera un incontro tra “politici senza spina dorsale” e “lobbisti del distruttivo settore dei combustibili fossili”.

    Secondo Greta e altri ambientalisti, i profitti record registrati nel 2022 dalle aziende oil & gas sono stati principalmente reinvestiti nel settore dei combustibili fossili anziché nell’energia verde, violando così le promesse fatte.

    La protesta è avvenuta in un contesto in cui ci si avvicina alla nuova edizione della conferenza internazionale Onu sul clima, la CoP28, che si terrà a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre, sotto la presidenza del sultano Ahmed Al Jaber, già presidente del gigante petrolifero statale degli Emirati Arabi Uniti.



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