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Vico Equense, il fidanzatino violento voleva diffondere false immagini hard

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Il fidanzatino violento di Vico Equense in passato, era già stato denunciato tre volte dalla madre e dallo zio per maltrattamenti in famiglia, nel 2022 e nel 2023.

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Secondo quanto emerso dalle indagini, la violenza si sarebbe scatenata a seguito di una richiesta di denaro non soddisfatta. Il giovane, residente a Vico Equense e con una dipendenza sistematica da droghe, accusava la sua ex fidanzata di tradimenti inventati mentre era sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti.

In passato, era già stato segnalato e allontanato dalla casa famiglia per essere collocato in una Comunità per minori, ma era riuscito a fuggire dopo pochi giorni.

Dopo un inizio positivo della loro relazione, il ragazzo aveva manifestato comportamenti sempre più possessivi e violenti nei confronti della ragazza. Era geloso al punto di proibirle di andare al mare per evitare che qualcuno la vedesse in costume, la picchiava in pubblico e la minacciava di sfregiarla con l’acido o di diffondere immagini compromettenti di lei sul web.

Si impadroniva del suo telefono per controllarlo e urlava sotto casa sua se lei non rispondeva al citofono. La situazione è peggiorata nel corso dei mesi, culminando in episodi di violenza sessuale segnalati dalla vittima ai carabinieri.

Tutto questo aveva portato la ragazza a vivere in uno stato di angoscia tale da impedirle di uscire di casa da sola o in compagnia dei suoi genitori. Alla luce di ciò, il giudice per i minorenni ha emesso un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del ragazzo.

Il 17enne accusato di violenza sessuale sulla sua ex fidanzata minore  avrebbe creato e diffuso su Internet adesivi con contenuti sessuali, con l’obiettivo di intimidirla.

Le indagini condotte dai carabinieri di Napoli, sotto la supervisione della Procura dei minori, hanno raccolto dei screenshot delle conversazioni telefoniche e le testimonianze della vittima e di sua madre, che ha accompagnato la figlia a denunciare le violenze mesi dopo l’inizio degli abusi alla stazione di Piano di Sorrento.


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