

“Noi non siamo la causa di quello che è accaduto, abbiamo anche avvertito le forze dell’ordine. Non è giusto essere puniti così duramente, tenendoci chiusi per 30 giorni: rischiamo il fallimento”.
A parlare sono il titolare e i quattro dipendenti del pub davanti al quale, all’alba del 31 agosto, ha perso la vita Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne ucciso a colpi di pistola da un 17enne che ora è in carcere.
“Titolare e dipendenti impunita sono fortunatamente ancora vivi”, dice Angelo Pisani, legale del titolare del pub che su ordine del questore, resterà chiuso per un mese. “La decisione – continua – aggraverà ulteriormente la situazione che si era venuta a creare subito dopo la tragedia, con i clienti che evitavano di fermarsi a consumare.
Per questo facciamo un appello affinché questi 30 giorni di stop di vengano risparmiati. Al danno si è unita anche la beffa: se non li aiuteranno a loro non resta altro che chiudere bottega e andare via da Napoli“.
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