soresa
Pubblicitasoresa

Santa Maria Capua Vetere, droga e cellulare “sganciati” nel carcere da un drone

SULLO STESSO ARGOMENTO

Agenti della Polizia Penitenziaria hanno rinvenuto in un cortile interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere  quattro panetti di hashish per un peso di 200 ed uno smartphone legati ad una lenza da pesca; gli oggetti erano sul terreno adiacente al Reparto “Volturno” in prossimità del campo sportivo.

A darne notizia Orlando Scocca, Fp Cgil Campania per la Polizia Penitenziaria. “Il tempestivo ritrovamento è stato possibile grazie all’ascolto e alla vista da parte di un Agente Scelto in servizio, di un drone che era nella perpendicolare dove poi è stata ritrovata la sostanza e il telefono”, spiega.

Per Mirko Manna, della segreteria nazionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria: “il conteggio esatto dei telefoni scoperti nelle carceri d’Italia, non lo abbiamo perché il Dap, semplicemente, si rifiuta di fornire i dati alle organizzazioni sindacali e all’opinione pubblica. L’omissione avrebbe anche un senso se fosse riconducibile al mantenimento di una qualche riservatezza, utile allo sradicamento dell’utilizzo dei telefoni nelle carceri.


    Però, dopo anni in cui ogni giorno abbiamo notizie di sequestri di telefoni nelle carceri, è ormai evidente che l’amministrazione è semplicemente incapace di porre un argine sistemico all’introduzione dei telefonini nelle carceri attraverso l’uso di strumentazioni tecnologiche che il Corpo di Polizia Penitenziaria chiede da anni”.

    “L’utilizzo di telefonini in carcere – prosegue il sindacalista – non è, come qualcuno si ostina a sminuire, un banale mezzo per rimanere in contatto con i propri cari, ma è sia uno strumento di controllo e sopraffazione dei detenuti più pericolosi nei confronti dei più deboli, sia un pericoloso strumento per dare ordini o gestire traffici illegali all’esterno, continuando a mantenere il proprio status criminale nonostante la detenzione”.

    Al carcere di Santa Maria Capua Vetere è l’ennesimo sequestro di droga e cellulari; un fenomeno costantemente attenzionato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, tanto che sia il Procuratore, Pierpaolo Bruni che l’aggiunto, Carmine Renzulli hanno lanciato l’allarme sul fatto che la struttura carceraria stia diventando una vera e propria piazza di spaccio


    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui



    LEGGI ANCHE

    Ucciso a martellate e nascosto in cantina: l’assassino è un pentito

    È un pentito di camorra il presunto assassino di Massimo Lodeserto, il cui cadavere è stato ritrovato questa mattina in una cantina a Torino...

    IN PRIMO PIANO