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‘Kennedy e Napoli – 2 Luglio 1963’: sessant’anni dopo, le istantanee che celebrano e fanno rivivere l’indimenticabile visita del presidente USA

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Sono le 16:39 del 2 luglio 1963 quando l’elicottero di John Fritzgerald Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti, atterra nella base NATO di Bagnoli: ad accoglierlo il Presidente della Repubblica Antonio Segni ed il Presidente del Consiglio Giovanni Leone.

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Dopo un breve discorso, l’abbraccio della comunità USA della base di Bagnoli; non sarà l’unico in quella giornata perché di lì a poco, a bordo di una Lincoln scoperta, attraverserà la città festosa ed acclamante fino all’aeroporto di Capodichino da dove si congederà dicendo “l’accoglienza affettuosa di Napoli rende più triste la partenza, più felice il pensiero del ritorno”. Un auspicio che purtroppo non si realizzerà. Pochi mesi dopo JFK sarà assassinato a Dallas; Napoli resterà per sempre l’ultima città europea visitata dal più giovane presidente USA.

Una visita che a 60 anni di distanza oggi possiamo rivivere attraverso gli scatti del fotoreporter Riccardo Carbone raccolti nel libro “Kennedy e Napoli – 2 Luglio 1963” che ripercorre le ore trascorse dal Presidente degli Stati Uniti d’America all’ombra del Vesuvio. Curato dal professor Matteo Pretelli, Professore Associato in Storia dell’America del Nord presso l’Università̀ di Napoli “LʼOrientale” e dall’Associazione Riccardo Carbone Onlus, il volume è come una finestra sul passato che consente di rivivere quei momenti attraverso immagini che testimoniano quello che accadde in quel martedì di 60 anni fa a Napoli: mettendo i negativi in ordine cronologico viene restituita una sorta di pellicola cinematografica che come un film muto scorre la narrazione della visita del Presidente: l’arrivo alla Base Nato di Bagnoli, il discorso, il bagno di folla della comunità americana e poi la partenza dell’auto presidenziale, la sfilata tra le strade della città, Fuorigrotta, via Caracciolo, piazza Municipio, corso Umberto I, piazza Carlo III sino all’arrivo all’aeroporto di Napoli Capodichino dove con un ultimo discorso si congeda, salutando la città e le istituzioni. Ma il lavoro di Riccardo Carbone non si ferma qui.

Nulla in quel 2 luglio fa presagire che pochi mesi dopo, il 22 novembre dello stesso anno, un altro servizio fotografico sarà dedicato al Presidente nella giornata seguente al suo assassinio a Dallas. Il mondo è sconvolto e Riccardo Carbone è già in strada: nella notte tra il 22 ed il 23 novembre, non si dormirà.

È ancora buio ed escono i primi quotidiani: “KENNEDY ASSASSINATO” è il titolo in prima pagina. Riccardo Carbone tesse nuovamente le fila di un racconto fotografico che restituisce lo sgomento della città di Napoli per quel Presidente che, quasi come un vecchio amico, si era incontrato pochi mesi prima. Tra le foto inserite nel libro c’è anche una sorta di appendice dedicata allo sgomento di Napoli per l’assassinio di JFK: i fiori deposti al consolato USA, il libro delle firme sempre al consolato, addirittura un funerale simbolico celebrato alla Basilica di San Francesco di Paola.

“La visita di Kennedy a Napoli – spiega il Prof. Matteo Pretelli – oltre che storica essendo stata l’ultima visita del presidente in una città straniera prima del suo assassinio a Dallas, fu anche l’ultima tappa di un tour europeo molto importante politicamente. In questo volume, grazie anche ad un approfondito lavoro di ricerca e testimonianze dirette, abbiamo ripercorso le ore napoletane di Kennedy, ma inserendo anche la sua visita nel contesto geo-politico internazionale”.

Il volume è stato realizzato grazie al contributo del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli e dell’American Chamber of Commerce in Italy, oltre che al sostegno di alcune imprese del territorio: Anglo Italian School, Bourelly Health Service, Gruppo Petrone e M. Cilento & F.llo dal 1780.

“La fede incondizionata del presidente Kennedy nella speranza e nelle promesse dei giovani, il potere della nostra alleanza transatlantica e i diritti civili per tutti i cittadini sono i pilastri della sua presidenza” ha dichiarato la Console Generale degli Stati Uniti a Napoli Tracy Roberts-Pounds, intervenendo alla presentazione del libro svoltasi presso la sede del Gruppo Petrone, fatalmente a due passi dalla oramai ex base NATO dove iniziò il “viaggio napoletano” di Kennedy. “In occasione del 60º anniversario della sua visita a Napoli – ha proseguito la Console – queste convinzioni sono più importanti e attuali che mai. Spero che questa pubblicazione ispiri una nuova generazione di italiani a tradurre il suo lascito in azioni future”.

Massimo Petrone, rappresentante campano della Camera di Commercio Americana in Italia e Presidente operativo del comitato Sud, nel suo intervento ha evidenziato come, “pur essendo un’icona non solo politica, non solo USA, ma già di calibro internazionale, Kennedy rimase colpito dal grande affetto dei napoletani. C’è una grande magia nel rapporto tra USA e Napoli: una storia di scambi commerciali, di alleanze politiche, una storia che germoglia perché basata su una solida interconnessione culturale”.

“Non a caso – ha proseguito Petrone, componente anche del board della National Italian American Foundation – da domenica a martedì una delegazione del board della NIAF è stata a Napoli proprio per dimostrare la grande vicinanza tra Washington e Napoli, siglando un protocollo d’intesa con il Comune di Napoli che prevede, oltre all’incentivazione di interscambi economico commerciali, anche la promozione della cultura italiana e napoletana attraverso eventi e iniziative culturali che mettano in evidenza la ricchezza e la diversità delle arti, delle tradizioni e della storia di Napoli”.

Ed a proposito di recupero del recupero della memoria, fondamentale per la realizzazione del libro il sostegno delle aziende napoletane che hanno sposato il progetto: “ho raccolto con grande entusiasmo l’invito dell’Associazione Riccardo Carbone ONLUS – spiega Mark Fedele, direttore dell’Anglo Italian School – a partecipare a quest’iniziativa editoriale anche perché la visita di Kennedy ha destato in me ricordi personali e familiari di quella giornata. Siamo a Napoli da decenni con la nostra scuola proprio lì dove iniziò la visita di Kennedy a Napoli”.

Guido Bourelly, Presidente del Gruppo piccolo industria dell’Unione Industriale di Napoli ha sottolineato come “sia anche un dovere degli imprenditori, sostenere iniziative culturali come quella che abbiamo presentato oggi; personalmente sono anche un grande appassionato di Kennedy e della sua storia politica ed è per questo che come Bourelly Group non abbiamo esitato a sostenere la realizzazione del libro e contestualmente l’Archivio Fotografico Carbone”.

Ugo Cilento, stilista della storica maison napoletana M. Cilento & F.llo dal 1780 ha evidenziato come “per un’azienda come la nostra che affonda le sue radici a Napoli da oltre due secoli, è fisiologico essere da sempre attenti al territorio, alla sua storia, alle sue tradizioni ed alla sua cultura. C’è dunque una naturale vicinanza tra il nostro modo di fare impresa ed il recupero della memoria della nostra città”.

Il libro “Kennedy e Napoli – 2 Luglio 1963” è acquistabile attraverso il sito http://www.archiviofotograficocarbone.it oppure può essere ordinato inviando una richiesta via mail ad associazionericcardocarbone@gmail.com. Presto sarà distribuito anche in alcune librerie napoletane: tutti i proventi sono destinati al progetto di digitalizzazione e catalogazione dell’Archivio Fotografico Riccardo Carbone.


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