AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 20:43
12.7 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 20:43
12.7 C
Napoli

Omicidio Vassallo, il fratello Dario: “Indagati tre carabinieri”

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

“Io penso che esiste una verità, un assassino. Percorreremo il sentiero dell’intelligenza, insieme con mio fratello Massimo. Il pensiero non può essere imbrigliato. Va valutato tutto quello che è successo prima del 5 settembre 2010”.

Lo ha detto Dario Vassallo fratello del ‘sindaco pescatore’ Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010 a Pollica, in provincia di Salerno. L’incontro in Parlamento, oggi, stato promosso dalla deputata Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle, è l’occasione per presentare i risultati dell’indagine condotta sul caso dalla Commissione Antimafia.

“Quando siete venuti a Pollica il comitato – ha aggiunto Dario – non è stato ricevuto da nessun sindaco. Su 87 sindaci dell’area nessuno era presente. Non si può accettare questo. Non si può accettare che una Procura di Vallo della Lucania accetti le denunce contro di me e non si sa nulla invece delle mie querele sul malaffare”.

Dario ha poi sottolineato: “Sono indagati tre carabinieri. Questo non significa nulla rispetto alla nobile Arma dei carabinieri. Il generale Nistri ci regalò dei gemelli. Nessuno può dire o contrastare il lavoro fatto. Lo Stato esiste”.

Dario ha quindi spiegato: “Ci sono stati depistaggi e favoreggiamenti e non ci si può fermare di fronte al fatto che c’è la prescrizione”.

LEGGI ANCHE

Napoli, i killer del calciatore innocente Umberto Catanzaro «celebrati» sui social dal carcere

di Giuseppe Del Gaudio 17 Febbraio 2026 - 17:13 17:13

Napoli – Non c’è pace per Umberto Catanzaro, il giovane calciatore di 23 anni la cui vita è stata spezzata dalla ferocia cieca dei clan. A tre mesi dalla sua scomparsa, una nuova ferita si apre per i familiari: l’apparizione sui social network di video e messaggi che sembrano provenire direttamente dalle celle dove sono…

Continua a leggere

Festa con champagne dopo l’agguato al delfino del boss: 4 arresti a 15 anni dall’omicidio Campana

di Giuseppe Del Gaudio 17 Febbraio 2026 - 07:08 07:08

Pozzuoli - Quindici anni dopo, il cerchio si chiude su un omicidio di camorra rimasto a lungo senza colpevoli in carcere: quello di Carmine Campana, uomo considerato all’epoca il “pupillo” e cassiere del clan Beneduce, oltre che gestore delle estorsioni. Un bersaglio scelto non per caso, ma per colpire al cuore il boss di Pozzuoli…

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA