“Ci chiediamo che fine abbia fatto il grande progetto che doveva collegare il Vesuvio al mare in bicicletta.
Dodici chilometri di pista ciclabile che dovevano sostituire gli spazi abbandonati del tratto ferroviario dell’ex linea F.S. Cancello-Torre Annunziata, finanziati dai POC regionali per 9 milioni di euro. A oltre 5 anni di distanza, quello che De Luca definì un ‘modello di recupero’, è completamente fermo al palo”.
A denunciarlo è il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Gennaro Saiello che sul tema ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale.
“Doveva essere un’opera di grande impatto che interessava i comuni di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata, con la realizzazione della pista ciclabile e pedonale, affiancata da aree verdi e spazi di aggregazione sociale. Ad oggi, dopo l’inizio dei cantieri, gli stessi sono fermi ormai da mesi e la linea interessata risulta nuovamente in uno stato di abbandono e degrado.
Inoltre, nel tratto che insiste sul territorio del comune di Marigliano, sono presenti piccoli manufatti in amianto fortemente inquinanti e pericolosi per la salute pubblica, rispetto ai quali è necessario intervenire con ogni sollecitudine per la messa in sicurezza. Anche a livello nazionale, con il senatore Raffaele De Rosa, abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sbloccare finalmente il progetto. Intanto – conclude Saiello – constatiamo che gli annunci di De Luca, ancora una volta, vengono smentiti dai fatti”.
Ventisei guide vulcanologiche abilitate dalla Regione Campania denunciano di essere ancora ferme ai blocchi, impossibilitate a svolgere la propria attività sul sentiero numero 5 del Gran Cono del Vesuvio, nonostante la nuova normativa regionale abbia riconosciuto il loro pieno diritto a operare. A sollevare il caso è Gennaro Balzano, presidente dell’associazione «Presidio permanente vulcani campani», che parla di una situazione «paradossale e fortemente lesiva non solo dei diritti dei professionisti coinvolti, ma soprattutto dell’interesse pubblico, della sicurezza dei visitatori e della qualità complessiva dei servizi turistici offerti in uno dei siti naturalistici più importanti d’Europa».
La vicenda affonda le radici nella riforma approvata dalla Regione Campania lo scorso luglio, che ha superato il vecchio sistema a numero chiuso in vigore da quasi trent’anni. «Dopo quasi trent’anni dall’ultimo concorso – spiega Balzano – la Regione Campania ha approvato la delibera che amplia l’organico delle guide vulcanologiche operative presso il presidio permanente del Vesuvio, in risposta al crescente flusso turistico e alle maggiori esigenze di sicurezza». Un provvedimento che avrebbe dovuto aprire le porte alle nuove guide, ma che di fatto, secondo l’associazione, non ha ancora prodotto effetti concreti sul campo.
Dopo il crollo che ha colpito alcune aree di Casoria, la Regione Campania interviene con misure straordinarie per garantire la sicurezza dei cittadini e proteggere le abitazioni evacuate. A guidare l’operazione è l’assessora regionale alla Protezione civile Fiorella Zabatta, che ha sottolineato l’urgenza di prevenire episodi di sciacallaggio a danno delle famiglie colpite.
«In una situazione di emergenza come quella che interessa Casoria, la priorità assoluta è la tutela delle persone e delle loro abitazioni», ha dichiarato Zabatta. La Regione ha predisposto un presidio costante dei volontari della Protezione civile regionale nelle zone colpite, a supporto dei cittadini e in collaborazione con le autorità competenti. I volontari hanno il compito di vigilare, segnalare eventuali comportamenti illeciti e contribuire a mantenere ordine e sicurezza.
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