E’ di quasi 3 milioni di euro il valore di beni e aziende sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli e della Compagnia di Portici ieri nell’ambito dell’operazione “18App”.
Inchiesta che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari, disposte dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea nei confronti di 9 persone, indagate per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio dei profitti di reato.
Castellammare - L’inquadratura televisiva ha restituito per mesi la fotografia perfetta della macchina pubblica che funziona: il nastro tricolore tagliato di fresco, il vocio di circostanza delle autorità, il sorriso di chi rivendica il compimento di una missione e i riflettori puntati su quello che doveva essere il simbolo della rinascita sociale per le periferie…
Per tre indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per due destinatari dell’ordinanza la misura degli arresti domiciliari e per quattro indagati l’obbligo di dimora. Tra i beni sequestrati ci sono conti correnti, 2 b&b a Ercolano e Napoli, una libreria di Ercolano e 5 veicoli.
Dalle indagini è emersa l’esistenza di un gruppo criminale facente capo ai gestori di una libreria di Ercolano i quali, con la collaborazione di altri organizzatori e intermediari, avrebbero dato vita a un meccanismo fraudolento diretto all’illecita riscossione e conversione in denaro attraverso la piattaforma informatica dedicata, di buoni del valore di 500 euro ciascuno erogati dal Ministero dei Beni delle Attività culturali e del Turismo, oggi Ministero della Cultura, a favore dei neo 18enni nell’ambito del progetto Bonus cultura 18 App.
Napoli - La tragica vicenda del piccolo Domenico Caliendo — il bambino di soli due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2024 nella terapia intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli a causa delle complicazioni legate a un trapianto di cuore fallito — torna al centro della cronaca, questa volta per una squallida coda di odio…
Il sistema consisteva nella simulazione della compravendita di libri, in realtà mai avvenuta, presso la libreria posta sotto sequestro. Gli indagati richiedevano e incassavano dal Mic il rimborso dell’intero valore di ciascun “buono” del valore complessivo di 500 euro.
Il meccanismo avrebbe permesso di conseguire il rimborso di circa 6.400 voucher “18 App”, intestati a beneficiari residenti in tutto il territorio nazionale, causando al Ministero della Cultura un danno stimato in circa 3 milioni di euro.









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