Offese di genere ad arbitro donna, nuova udienza a carico di ex giornalista

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“È uno schifo vedere le donne che vengono a fare gli arbitri in un campionato dove le società spendono centinaia di migliaia di euro”.

Divennero subito virali le immagini shock della telecronaca di un giornalista durante una partita del Campionato di Eccellenza in Campania, disputata il 24 marzo 2019. Espressioni irripetibili rivolte ad una assistente arbitrale donna che scatenarono un putiferio sul web, con conseguenze penali per l’autore.

Domani è in programma dinanzi al Tribunale di Vallo della Lucania una nuova udienza per il procedimento a carico dell’ormai ex giornalista di Agropoli, Sergio Vessicchio, accusato di essersi lasciato andare, durante la telecronaca sul web di una partita, a commenti di discriminazione di genere. Dai fatti sono ormai passati quasi quattro anni.

    La partita era Agropoli – Sant’Agnello, valida per la tredicesima giornata di ritorno del girone B del Campionato di Eccellenza in Campania. Il giornalista, successivamente radiato dall’Ordine proprio in seguito della condotta assunta nella telecronaca, era Sergio Vessicchio, accusato di aver pronunciato epiteti diffamatori di genere e offese nei confronti della Figc, dell’Aia e del movimento femminile arbitrale

    .Ne era nato un procedimento penale dopo la presentazione, il 26 aprile 2019, di due atti di denuncia-querela da parte dell’Aia e della stessa assistente arbitrale Anna Lisa Moccia. Il 6 marzo 2020 il pubblico ministero emise un decreto di citazione in giudizio nei confronti di Vessicchio per diffamazione aggravata. Il 24 febbraio 2021 è stata quindi celebrata la prima udienza dinanzi al Tribunale sezione penale in composizione monocratica.

    Fino ad ora è stato escusso un solo teste (la parte civile Anna Lisa Moccia). Dopo vari rinvii (per l’escussione dei testi della difesa e l’esame dell’imputato, mai presentatisi) – secondo quanto si apprende – all’udienza di domani (17 gennaio 2023) dovrebbero essere sentiti, se presenti, i testi della difesa per chiudere finalmente l’istruttoria dibattimentale e giungere alla definizione del processo.



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