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Diffamazione a Salvini, a processo Roberto Saviano

Inizia mercoledì primo febbraio il processo che vede imputato lo scrittore Roberto Saviano per l'accusa di diffamazione ai danni di Matteo Salvini per alcun post pubblicati sui social. Il procedimento si svolge davanti al tribunale monocratico di Roma. La vicenda risale al 2018. "Mercoledì sarò in Tribunale, a Roma, portato...
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Volla, accoltella coetaneo: denunciato quindicenne

I fatti sono avvenuti lo scorso 9 dicembre. La vittima si trovava a via Alighieri a Volla,

    I carabinieri a Volla, nel Napoletano, hanno individuato e denunciato per lesioni personali e porto abusivo di armi uno studente di 15 anni che e’ indagato per aver colpito con un fendente alla gamba destra un ragazzo di 16 anni di Casalnuovo.

    I fatti sono avvenuti lo scorso 9 dicembre. La vittima si trovava a via Alighieri a Volla, in sella a uno scooter in sosta, e l’aggressore si sarebbe avvicinato a lui per poi colpirlo con un coltello. Le motivazioni del gesto sono ancora poco chiare.

    Il pg Riello: “Su devianza minorile evitare logiche emergenziali”

    ”Ho sempre detto che non dobbiamo parlare più di emergenza perché si tratta di una situazione che dura da tempo e con la quale ci dobbiamo misurare proprio evitando logiche emergenziali. La questione giovanile esiste ed è un problema educativo che attiene alla dispersione scolastica, al degrado delle periferie e quindi riguarda lo Stato in tante sue componenti che dovrebbe essere più presente là dove le altre agenzie educative non funzionano”.

    E’ il pensiero di Luigi Riello, procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, a margine della seconda edizione del premio intitolato alla memoria del procuratore Frunzio, che quest’anno ha visto le scuole confrontarsi sul tema della devianza giovanile. Riello ha sottolineato che accanto all’azione educativa ”bisogna anche essere presenti come forze dell’ordine, come apparato repressivo perchè ci sono episodi di grande gravità non solo nei quartieri cosiddetti malfamati ma anche nei quartieri ‘bene”’.

    Il procuratore generale ha affermato la necessità che ”la violenza venga sradicata, che venga fatto capire a questi ragazzi che ciò che fanno non è giusto e non è degno di uno Stato di diritto e democratico. Quindi – ha aggiunto – non mettiamoli dentro e gettiamo la chiave, ma mettiamo in moto meccanismi e percorsi educativi degni di uno Stato di diritto che si coniughino con imprescindibili misure sociali”.

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